blog life · grillopensante · teorie

Lo Specchio Convesso

CatturaEra un po’ di tempo che meditavo di aggiungere in cima alla colonna qui a destra un’immagine significativa – qualcosa che avesse a che fare con SEdS, con me, con quel che scrivo…

E finalmente mi sono decisa. Avete visto? È lo specchio convesso del Ritratto Arnolfini, di Jan van Eyck, che si trova alla National Gallery – e che passo a salutare ogni volta che vado a Londra. Non sono ancora del tutto certa che resterà definitivamente dov’è*, ma di sicuro è significativo per me in più di un modo.

E non tutto il ritratto, a dire il vero. Il Ritratto Arnolfini, a voler vedere, è un bel ritratto fiammingo del quindicesimo secolo, con un mercante fiorentino a Bruges e la sua sposa dall’aria un nonnulla pecorina, originale nell’uso della prospettiva, semi-incomprensibile a noi posteri nell’iconografia… Ma nulla di tutto ciò è rilevante al momento.

Quel che conta è lo specchio. Lo vedete lo specchio rotondo con la cornice, sulla parete di fondo, dietro i due coniugi? A prima vista potrebbe sembrare un particolare decorativo – ma diamo un’occhiata da vicino:

The_Arnolfini_Portrait,_détail_(2)

Visto? Lo specchio mostra Arnolfini e signora di spalle, il resto della stanza con un’altra finestra e soprattutto, vestito di azzurro, il pittore che lavora nel vano della porta. E dietro, la vedete la piccola figura in rosso che osserva la scena da dietro la spalla di van Eyck? Ecco – quelli siamo noi. È lo spettatore, trascinato all’interno di questa piccola storia dal gioco di prospettive incrociate nello specchio.

Ebbene, questa piccola immagine dentro un’immagine, questa strizzata d’occhio all’osservatore, questo minuscolo sfondamento della quarta parete, per me simboleggia perfettamente una quantità di cose che si fanno in narrativa e a teatro. Metanarrativa e metateatro, per la precisione – due cose che mi appassionano particolarmente. Storie che parlano di storie, di come si scrivono e si raccontano, di come funzionano, di come arrivano al lettore/spettatore. Storie di gente che scrive e/o recita. Storie di prospettive incrociate e conseguente inafferrabilità della Storia… Alla fin fine è di questo che scrivo più spesso che d’altro. E quando non scrivo, è di questo che mi occupo: le prospettive sovrapposte della traduzione, il modo in cui funzionano (o si possono far funzionare) le storie altrui…

E quindi sì: lo specchio convesso** di Jan van Eyck è, a mio timido avviso, un’immagine estremamente adatta ad essere appesa sulla porta di questo blog.

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* Qui in cima alla colonna a destra, intendo – non alla National. Ho provato a chiedere se mi permettevano di portarlo a casa, ma mi hanno detto di no…

** Sì, il nome mi piace. Ci ho persino intitolato un romanzo. Ne parleremo.

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Attenti al Blog (morde…)

La Clarina (seduta a gambe incrociate nella sua poltrona preferita, circondata da pile di libri, con il portatile sulle ginocchia e una tazzaHog di tè a portata di mano, scrivescrivescrive – e intanto borbotta tra sé) – Threadneedle Street… 1592… Whitehall Palace… William Kempe… Rose… Fortune…

Senza Errori di Stumpa – CLARINA!

La Clarina (sobbalza, si morde la lingua e per un pelo non rovescia il tè sul portatile) – Yelp!

SEdS – Sesquipedale sciagurata!

C. – Io? Io sono una sesquipedale sciagurata? Si può sapere che diamine ti viene in mente? Mi hai fatto venire una sincope, mi hai fatto venire…

SEdS – Yes, well. Non meriti altro.

C. – Che ho fatto questa volta?

SEdS – Che giorno è oggi?

C. (si mordicchia un labbro) – Mar… giov… sab… er.

SEdS – Lunedì, Clarina. È lunedì.

C. – Giusto. Lunedì.

SEdS – Il che significa che ieri era…?

C. – Domenica?

SEdS – Già.

C. – E quindi…? Oh.

SEdS – Oh?

C. – Oh…

SEdS – Non hai postato la musica domenicale, e tutto quello che hai da dire è “Oh”?! Forgetful-Batch

C. (si fa piccola piccola) – Mi sono dimenticata…

SEdS – Ma non mi dire. E la giornata mondiale del libro?

C. – Oh…

SEdS – Oh. E la poesia di Sayat-Nova che volevi pubblicare il 24?

C. – Oh!

SEdS – E piantala! Sembri Breznev con i cerchi olimpici… Dì qualcosa d’altro.

C. – Diclorotrifeniltriclor–

SEdS – Oh, piantala lì.

C. – Me l’hai detto tu, di dire qualcosa d’altro.

SEdS – Mai, o Clarina – mai, mai, mai fingere di prendere alla lettera un blog imbufalito! Dì qualcosa di appropriato.

C. – Che vuoi che ti dica? Mi cospargo di cenere il capo: mi sono dimenticata.

SEdS – Tu. Ti dimentichi. Tutto.

C. – Ssssì… mi si dice che sono indetermonata e vagonella. È che…

SEdS – È che scriviscriviscrivi.

C. Sì…

SEdS – È che quando non scrivi, pensi a quel che dovresti scrivere.

C. – Sì…

SEdS – È che anche quando non ci pensi del tutto, sei almeno in parte nel secolo sbagliato!

C. – Sì – ma vedi, ieri ho passato le settantamila parole, e…

SEdS (caccia uno strillo disbloghesco) – !!

C. (sobbalza di nuovo) – Ennonfarecosì, santi numi del deserto! Sincope, ricordi? E non dirmi che me lo merito.

SEdS – Sì, sì, sì, te lo meriti ! Meriti questo ed altro. Tu vagonelli per i secoli sbagliati, trascuri gli amici, ti riduci in ritardo con tutto il resto, e io soffro.  Soffro e ne soffro. Non mi dedichi più il tempo, l’affetto e la cura di un tempo. La mia autostima precipita, se fossimo al mare, il mio umore dovrebbero cercarlo con il batiscafo…

C. (apre la bocca per avanzare dubbi) – …

SEdS – E non azzardarti a dire che esagero, sai? Non azzardartici, perchè non è vero e perché i blog mordono.

C. – E allora mi taccio contrita. Faccio buoni propositi. Cose del genere. Non dimenticherò più di postare la musica domenicale.

SEdS – Se ci penso… La musica domenicale – dimenticata.

C. – Sì, ma ti ho promesso che non succederà mai più.

SEdS (allontanandosi di qua e di là – proprio come la Cantatrice Calva) – Sè! Le conosco, le tue promesse… Sciagurata sesquipedale. Trascuratrice di blog. Elisabettianomane…

C. – No, ma senti! No, sul serio… Guardami: vado a postare subito per mercoledì. Ed è solo lunedì mattina… – (Prende atto dell’allontanamento, sospira, leva un sopracciglio, scrolla la spalla opposta, scuote la testa.) – Well then… (Occhieggia il portatile, si mordicchia un labbro, si guarda attorno – prima da sopra una spalla e poi dall’altra parte…) – Altre cinquecento parole, poi vado a postare, eh? (Si rimette a scriverescriverescrivere). Threadneedle street…

SIPARIO

 

 

 

 

 

blog life · scribblemania

Chiusa Fuori

K.J. Longfellow
K.J. Longfellow

Ieri. Per tutto il giorno.

Furore tremendo.

Per cui, se siete passati di qui e non avete trovato il post, that’s why.

E adesso due righe al volo per dirvi che. mentre ero chiusa fuori, ho passato quota quarantacinquemila: tecnicamente, il giro di boa della prima stesura. Ho scollinato, per così dire… E forse in cima c’è persino quel che dovrebbe esserci.

Oh well. Torno a scrivere.

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Strategie di Congedo

SE2Chiude i battenti – anzi, li ha già chiusi – strategie evolutive, il bel blog di Davide Mana, dal significativo sottotitolo “Ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti”.

Ve lo dico così, senza un link – perché probabilmente a questo punto non c’è più nulla a cui linkare… Quando Davide chiude, chiude sul serio.

E chiude per una serie di ragioni – un po’ di stanchezza, forse, ma soprattutto scarsa risposta e altrui scorrettezze miste assortite.

Peccato, peccato davvero. Strategie era una gran bella lettura, intelligente, varia, brillante, colta, gentilmente corrosiva all’occasione. Ci si scopriva un po’ di tutto – gemme narrative, vecchi film in bianco e nero, ricette per le olive speziate al cartoccio, musica elisabettiana, giochi di ruolo, favolosa saggistica… Gli interessi vastissimi e la cultura enciclopedica del padrone di casa facevano del blog una specie di pozzo di San Patrizio. Leggere strategie era una dieta ipercalorica per la ToReadList…

Io c’ero arrivata… oh, non so – un paio d’anni fa, forse, dietro segnalazione di un amico comune. All’inizio erano state le elisabettianerie, poi un po’ tutto il resto. È stato su strategie che ho scoperto la narrativa pulp, vera passione del padrone di casa. E magari non ho concepito una passione travolgente per il genere – ma di sicuro ho scoperto molte cose gradevoli, e soprattutto la varietà complessa di un genere che avevo sempre considerato un nonnulla indiscriminatamente.

E poi il fantasy storico – genere per il quale avevo qualche informe inclinazione dopo avere letto Susanna Clarke, ma che ho scoperto davvero su strategie. E poi le infinite, articolate discussioni in fatto di narrativa storica e avventura storica, e sui metodi di scrittura, e sul futuro digitale non solo dell’editoria, ma della narrativa…

Ecco, più di tutto, forse, strategie offriva continui stimoli. Idee, domande, bizzarrie, finestre aperte su paesaggi e personaggi inconsueti… E la morale è che mancherà.

Per fortuna resta Karavansara, l’altro blog di Davide – quello in Inglese. Ma nondimeno… Ah well, ogni cosa ha la sua stagione e poi finisce, giusto? E allora congediamoci qui da strategie – ringraziando il padrone di casa per tutto il duro e intelligente lavoro, per averci dato di che riflettere, di che leggere, di che ascoltare, di che sorridere. E dicendogli che semmai, prima o poi, gli venisse l’uzzolo di tornare in proscenio e riprendere da dove ha lasciato, qui c’è una lettrice.

So long, strategie.

 

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A Tarda Sera

LogoMagari non tardissimissima, ma il fatto è che sono reduce da un cyber-naufragio, e poi da una catastrofetta domestica della varietà elettrica, e poi si vede che SEdS si è offeso, perché mi ha tenuto il muso chiudendomi fuori fino a pochi minuti fa…

Ma adesso ho ritrovato le chiavi di casa, per così dire, e mi posso considerare tornata a tutti gli effetti, ed è pur sempre ancora mercoledì.

Così, posterellino tardivo per scusarmi dell’assenza, e per invitarvi a buttare un occhio al nuovo sito di Borgocultura, associazione culturale neonata e ambiziosa – che incidentalmente debutta in società sabato pomeriggio.

Dettagli sul sito. Ne riparleremo in futuro…

E intanto sono tornata. È bello essere di nuovo qui.

blog life · elizabethana

Sei Anni!

indexSe gli anni scorsi in occasioni come questa ci compiacevamo dei numeri crescenti, questa volta il cavallo è di tutt’altro colore.

Grazie alle convulsioni della piattaforma e alla Spaventevole Migrazione, SEdS ha avuto il suo annus horribilis. Post a singhiozzo, serie interrotte, commenti impossibili, sparizioni e altri disastri misti assortiti hanno reso difficile la vita a me e, ne sono certa, anche a voi, O Lettori.

Confesso che sono stata più di una volta a un passo dalle decisioni drastiche. Ho accarezzato ripetutamente l’idea di chiudere SEdS. A parte tutto il resto, vedersi decimare i lettori dopo cinque anni di lavoro – in massima parte per sconsideratezza altrui – non è, ma proprio non è una gran gioia.

Però…K&W

Però poi ci siete voi, O Lettori. Non ve ne siete andati nonostante tutto, avete portato pazienza mentre SEdS cercava di tornare balzellon-balzelloni a qualche parvenza di normalità, vi siete disperati tentando di commentare, non ve la siete presa troppo per le incoerenze, le interruzioni, i frequenti mooligrubs e l’occasionale angolo tagliato.

Non siete tantissimi, ma siete i destinatari di tutta la mia gratitudine – mia e di SEdS cui, senza voler essere melodrammatici, avete salvato la vita.

E in segno di gratitudine, oltre alla pasta di mandorle virtuale e al vino bianco fresco, eccovi Kit&Will, un cotillon Shakespearian-Marloviano che si concentra sul diluvio di dubbi, speculazioni selvagge e bizzarrie che germogliano da secoli attorno alla fama postuma di questi due straordinari poeti – tanto rivali quanto complementari, in vita e in morte.

E dunque andiamo avanti, e iniziamo con un brindisi, O Lettori – a SEdS, a Will, a Kit, ma soprattutto a voi.

blog life

Ahoy There!

Sono ancora qui!

Per modo di dire… nel senso che approfitto di una e-bottiglia di passaggio per dar cenni di vita… Perché in realtà sono ancora e-naufraga, e non si sa ancora se e per quando si profili una soluzione. Ma tornerò, sapete? Tornerò, e recupereremo il tempo perduto.

Abbiate fede, o Lettori.

blog life

Iato Telefonico

In seguito a un incidente di natura…  er, telefonica, sono naufraga senza telefono e senza internet a tempo indeterminato.

That is, non dovrebbe essere proprio così tragica – se tutto va bene, nel giro di quattro o cinque giorni tutto dovrebbe tornare alla normalità, ma va’ a sapere.

Per cui, approfitto della e-ospitalità di F. (grazie F & L, nonché G, prestatore di hardware) per lanciare questo messaggio in bottiglia. Finché le cose non si aggiustano, è probabile che qui non si vedano nuovi post.

So long, o Lettori…

angurie · blog life

Non Granché

Nothing Much To Say low resConfessione: non ho granché da dire.

Voi leggete questa mattina, ma in realtà io questa mattina sono a teatro – o sto per andarci, per cui ho scritto ieri sera e programmato il post.

O meglio, sono rimasta lungamente seduta, a tarda notte, a fissare l’editor di WordPress, domandandomi: e adesso che cosa scrivo?

E a non trovare nessuna risposta che sembrasse anche solo vagamente interessante.

Così ho pensato che ci conosciamo da… quanto? Quasi cinque anni, o Lettori? E forse per una volta, per una volta, potevo confessare di non sapere troppo bene che cosa scrivere. Potevo ammettere che tenere un blog è un sacco di lavoro, e che non sempre le buone idee vi saltano addosso come canguri colmi di zelo, e ci sono sere in cui torno da teatro (o dalla biblioteca, o dal corso, o dalla conferenza) che sembro cotta a vapore con contorno di fagiolini verdi.* Che ci sono mattine in cui il sonno mi obnubila e ottunde tanto da non riuscire a battere una parola di tre sillabe senza fare quattro typos.

Solo che di solito stringo i denti, mi faccio venire in mente qualcosa e scrivo lo stesso.

Ieri sera no – e dubitavo che questa mattina sarei stata più brillante – così ho barato. E ho scritto un non-post spiegando come non avessi l’energia di sfregare insieme due neuroni e cavarne un post. Che è come farvi aprire una scatola vuota.

Sorry.

Davvero.

E sì, gli scrittori sono gente pessima, capace di annodarsi per iscritto – due volte e con il fiocco. E i blogger non sono affatto meglio.

Abbiate pazienza, va’… Domenica musica, e lunedì si torna alla normalità. Promesso.

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* E non so voi, ma me i fagiolini verdi non piacciono nemmeno un po’…