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Salviamo Il Signor Banks

"Saving Mr. Banks" Photo Opportunity

Così ieri sera sono andata a vedere Saving Mr. Banks.

Mi sono affrettata ad andarci con un’alacrità che per me è insolita, trascinandomi dietro la mia perplessa famigliola. E mi sono affrettata perché ho il sospetto che SMrB non resterà in cartellone terribilmente a lungo.

Avendo visto il film, e avendolo visto in un’enorme sala in cui si contavano forse quindici spettatori, il mio sospetto è più forte che mai.

Ora, Saving Mr. Banks è proprio un bel film, costruito attorno al rapporto tra l’autore e la sua opera, al rapporto tra forme di narrazione diverse, e al potere delle storie di riscattare il passato, di offrire speranza e di chiudere cerchi – ma anche, se non si sta attenti, di distorcere e imprigionare. È ben scritto e bene ambientato, con due linee narrative intrecciate con garbo e buoni personaggi, conta su una squadra di ottimi interpreti – capeggiati da Emma Thompson e Tom Hanks – e riesce a rendere appassionante una faccenda tutto sommato poco narrativa come l’adattamento di un romanzo per il cinema.

Saving Mr. Banks event at Walt Disney Studios
(Photo credit: insidethemagic)

E però, con tutto questo, non mi stupisco più di tanto della sala semivuota. Il fatto è che si tratta di un film singolarmente poco adatto a un pubblico italiano. Qui da noi P. L. Travers e i suoi libri sono poco noti, e non molti colgono la tensione insita nella differenza tra l’atmosfera piuttosto cupa delle storie originali e il luminoso film disneyano. Qui Mary Poppins è solo la cinguettante Julie Andrews di Walt Disney, e Disney è roba da bambini. On the other hand, il film non è affatto da bambini, e questo probabilmente spiazza anche quella parte di pubblico adulto che non considera Disney una bieca multinazionale intenta a manipolare le menti più semplici e accumulare denaro contrabbandando una visione edulcorata del mondo…

Per cui, sì – questo è un buon film in cui la Disney si autocelebra un pochino ma lo fa con grazia, e glielo si perdona in virtù di una buona storia e buoni interpreti. Ma, a meno che non mi sbagli di grosso, dubito che in Italia avrà un successo travolgente.

 

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Il Principe E Il Povero

Sbaglio o parlavamo della versione 1937 di The Prince & The Pauper?

Ecco, qui c’è il trailer:

Badate in particolare a dove dice che il climax della faccenda è l’indimenticabile incoronazione di un re d’Inghilterra… In realtà il film sarebbe dovuto uscire nel 1936, in coincidenza con l’incoronazione di Giorgio VI, ma poi per qualche motivo non andò così. Ma l’idea pubblicitaria, evidentemente, rimase. In fondo era passato solo un anno/già un anno, e il pubblico poteva benissimo volere un’altra dose di regalia.

Ve l’ho già detto quanto mi piacciono i vecchi trailer?

Buona domenica.

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Das Kabinett Des Dr. Caligari

Ed eccomi qui, nonostante l’influenza…E nonostante il post di venerdì.

Vi avevo detto dell’ebook di Kage Baker che ho ricevuto per Natale, vero? Una raccolta di recensioni di film muti di fantascienza – o film muti di fantascienza, a vostro piacere. E per “fantascienza” intendo l’accezione larga (ben più larga di “astronavi&omini verdi”) che sto lentamente, lentamente, lentamente imparando ad apprezzare.

Still from the movie Das Cabinet des Dr. Calig...
(Photo credit: Wikipedia)

Be’, la morale di tutto ciò si è che vi capiteranno un po’ di post domenicali di questo genere, o Lettori. Cominciando oggi con il trailer di Das Kabinett des Dr. Caligari, classicissima faccenda del 1921, scritto dall’acidissima ditta Janowitz&Mayer, e diretto da Robert Wiene, con gente come Conrad Veidt e Werner Krauss.

Per prima cosa ci proviamo con il video:

Poi, siccome non siamo affatto certi che funzioni, ci mettiamo il link.

E per finire, casomai vi fosse venuta voglia di passare questa bigia domenica di gennaio guardando un film d’annata, qui lo trovate per intero – e con gli intertitoli in Italiano.

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Il Signore Di Ballantrae

200px-ThemasterofballantreacoverC’è stato un momento, corso durante, in cui ho creduto che, se avessi menzionato The Master anche solo un’altra volta, i miei allievi avrebbero cominciato a scagliare oggetti pesanti nella mia direzione…

Perché forse ve l’ho già detto, ma non c’è praticamente limite al debole che ho per Stevenson, e trovo che The Master dovrebbe essere testo obbligatorio per quanto riguarda i narratori inaffidabili…

Forse qualcuno di voi ricorderà che, una domenica di secoli orsono, avevo postato l’inizio dell’adattamento televisivo del 1984 – e poi però il video relativo era stato inghiottito da Youtube. Non è che la serie mi piaccia enormemente (a parte tutto il resto, James Durie è un altro di quei personaggi per cui non so immaginare un interprete giusto…), ma questo inizio, con lo sbarco in Scozia di Bonnie Prince Charlie nel 1745, e le cornamuse, e il vento, e le fiaccole e i beacons… eh.

E in più, guardate che cosa ho trovato: lo sceneggiato RAI del 1979 – ad opera dello specialista Anton Giulio Majano.

E buona domenica.

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La Signora Malvagia

Che poi potrebbe essere anche viziosa, o peccaminosa – o, meglio ancora, una combinazione delle tre cose… C’è questo vecchio film con Margaret Lockwood e James Mason, vedete: vecchio film inglese in costume, you know: difficilmente potrebbe essere più “il mio genere di così”. Voglio vederlo da un sacco di temo – e non ci riesco mai. Speravo di trovare un paio d’ore nel corso di questo finesettimana lungo ma, una volta di più, il bello di lavorare in proprio è che si lavora anche nei giorni di vacanza…

Mi sa tanto che per ora dovrò accontentarmi del trailer, che comunque è una meraviglia.

She was the wickedest woman ever seen on a screen! Romance… fraught with danger! Adventure… filled with passion!

Ah, ma quanto mi piacciono i vecchi trailer.E se voi avete più tempo libero di me, trovate il film intero su YouTube.

Buona domenica.

cinema · teatro

Richard

Guardate un po’ che cosa ho trovato: il trailer del geniale, emozionante Riccardo III Anni Trenta di Richard Loncraine, con lo strepitoso Ian McKellen…

E quando dico “Anni Trenta” intendo che ci è ambientato. Il film è del 1995.

E buona domenica.

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Jamaica Inn & La Nemica

Ok, altro vecchio film in bianco e nero. Altro Hitchcock pre-Hollywood.

Jamaica Inn è del 1939, con Charles Laughton e una giovane Maureen O’Hara, ed è (liberamente) tratto da un romanzo di Daphne DuMaurier – una storia in costume di naufragi e omicidi sulle tempestose coste della Cornovaglia.

Quanto liberamente, e come Hitch e Charles Laughton collaborassero son cose di cui magari parleremo prima o poi, perché la storia dell’adattamento cinematografico è divertente.

Per ora, qui ci sono i titoli di testa:

E siccome è una domenica agostana calda e afosa da non dirsi, e chiudersi in casa con il condizionatore acceso potrebbe non essere la peggiore delle idee, qui trovate tutto il film.

Buona domenica!

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E in ricordo di G. – che i film in bianco e nero li collezionava con passione – mettiamoci anche il suo prediletto La Nemica, in origine una pièce teatrale di Dario Niccodemi, da cui nel 1952 Giorgio Bianchi trasse un film. La Nemica ha un finale melodrammaticissimissimo, e G. si aspettava proprio che mi ci commuovessi, come lui faceva ad ogni ripetuta visione. Io, non so se per durezza d’animo o contrariness, anziché commuovermi… er. Avete presente Oscar Wilde, secondo il quale bisognava avere un cuore di pietra per leggere la morte della dickensiana Little Nell senza ridere? Ecco.

G., più o meno scherzosamente, non mi perdonò mai – e io arrossisco ancora in proposito.

cinema · Spigolando nella rete

Al Cinema In Silenzio

film muti, link, giornate del cinema mutoChe poi magari a forza di sentirmi rapsodizzare di film muti, film muti e film muti vi punge qualche curiosità?

Capita – e dico che capita perché nel giro di dieci giorni ho ricevuto due distinte richieste in proposito. Via mail. Sempre via mail…

E allora ho pensato di mettere insieme qualche link.

Prima di tutto, il mio prediletto: Movies Silently è una miniera di informazioni su film, attori e registi, con un sacco di recensioni, immagini, articoli e biografie, una sezione dedicata ai film perduti, cose vagamente bizzarre come i temi mensili, le sfide e i .gif animati, una buona bibliografia, e un sano sense of humour. Probabilmente la mia predilezione va alle recensioni comparate muto/parlato, ma c’è abbondanza di ottimo e piacevolissimo materiale. Se dovete limitarvi a un sito solo in materia, questo è il posto giusto. cinema muto, link, giornate del cinema muto

Un altro ottimo sito è Silent Era, con l’ambizioso progetto di compilare una lista ragionata di tutti i film muti, biografie, articoli, notizie su festival, ritrovamenti, digitalizzazioni e restauri, molte immagini, una buona pagina sui film perduti e una sezione dedicata ai cinema attivi durante l’epoca del muto. È prevista, per qualche futuro, anche una sottosezione sui cinema italiani.

The Silent Movie Blog è, per quanto ne so, fermo dal 2011, ma rimane un ottimo posto per recensioni, immagini, collezioni di locandine, lettere, riviste cinematografiche d’epoca, varie ed eventuali.

cinema muto, link, giornate del cinema mutoE parlando di immagini, potreste far di peggio che dare un’occhiata a The Silent Film Still Archive, una vasta collezione di immagini tratte da un buon numero di film, e in più articoli, programmi, fotografie pubblicitarie, spartiti di colonne sonore… A mio avviso, tuttavia, la gemma di questo sito è alla voce links, dove trovate un’ottima sitografia che include siti dedicati a singoli film, attori e registi, festival, istituzioni e chi più ne ha più ne metta.

Altri posti interessanti sono Silent Beauties, raccolta di immagini tratte da titoli spesso inconsueti, Silent Movie Crazy, che tra l’altro vanta una collezione di pubblicità d’epoca e riviste di cinema, la sezione dedicata di Play It Again, Sam, un sito francese di recensioni, e Silent-Movies.com, sito abbastanza miscellaneo dove, alla voce Multiplex, potete scaricare alcuni classici. cinema muto, link, giornate del cinema muto

Perché, a parte tutto, è di film che stiamo parlando, e che diamine, i film si guardano!

E allora potete fare un giro su Internet Archive, e anche su YouTube – dove non è affatto infrequente trovare film interi (ad esempio tutti i film muti di Hitchcock!), qualche trailer, colonne sonore e via dicendo.

E per finire, siti italiani: i muti restaurati del Museo Nazionale del Cinema e Film Muti, il magnifico archivio filmografico delle Giornate del Cinema Muto.

E con questo credo che possiamo fermarci.

Non è che sia tutto – e magari in futuro ne riparleremo, ma intanto, o curiosi, avete di che cominciare.

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