libri, libri e libri · lostintranslation · teatro

Prometeo Ritrovato (e Letto)

Semmai ve lo chiedeste, il Roche è arrivato mercoledì scorso, per posta*, con un ISBN diverso da quello del Paulin… D’altronde credo che non si tratti della stessa edizione che ho cercato di procurarmi sull’Isoletta. Questa qui è stata pubblicata nel 1998 dai meravigliosamente nomati Bolchazy-Carducci Publishers, nell’ancor più meravigliosamente nomata Wauconda, Illinois – con le illustrazioni di Thom Kapheim e, a parte quelle e nonostante l’assenza di indicazioni in proposito, l’aria generale della riproduzione di un’edizione più vecchia.

Then again, a ben guardare, carattere e impaginazione hanno un’aria decisamente troppo agée per il 1962, quando uscì questa traduzione – per cui bisogna immaginare che da Bolchazy-Carducci (dove hanno per logo una civetta) siano amanti di un book-design ai limiti dell’antiquario – illustrazioni a parte.

Il Paulin, detto per inciso, è tutt’altra faccenda: Faber & Faber, 1990, liscio e moderno in ogni aspetto… Il che, a voler vedere, rispecchia bene i rispettivi contenuti: Paulin non ha tradotto quanto reinterpretato, tenendo storia e personaggi, ma spostando l’ottica e la rilevanza (e di conseguenza il linguaggio) in un mondo che con le preoccupazioni di Eschilo non ha molto a che fare… o forse sì, in quella maniera in cui certe cose non cambiano attraverso i millenni… diciamo che Paulin si serve del Prometeo di Eschilo per esplorare faccende di tutt’altro tempo. Non del tutto la mia tazza di tè, forse – ma estremamente interessante.

Soprattutto leggendolo a fronte del Roche, che è cavallo d’altro colore. Roche (nato negli anni Venti e cavaliere di San Lazzaro) traduce in una maniera fluida, musicale, intensa – e francamente bellissima. Also, è il genere di traduzione che si preoccupa di gettare ponti attraverso i millenni tra l’Atene dell’Età d’Oro e un pubblico moderno, non in fatto di contenuto, ma di linguaggio: è di un mondo antico che parliamo, o Lettore/spettatore – ma non alieno. Immagino che su un palcoscenico debba essere una meraviglia… e immagino anche che adesso mi metterò a caccia per scoprire dove, come e quando sia stata messa in scena. Tra l’altro, nelle appendici, Roche aggiunge “Qualche Nota sulla Produzione”, che non ho ancora raggiunto se non di sfuggita, ma sembra un buon posto da cui cominciare.

Perché il punto è che questo Prometeo Incatenato è uno dei miei (non sempre ragionevolissimi) sogni registici – e la traduzione di Roche è il genere di testo su cui mi piacerebbe lavorare, il giorno in cui… Il Paulin è tutt’altro: un testo che non mi sognerei mai di usare, per non parlare di una certa frenesia di attualizzazione (la divagazione femminista a proposito di Io?)… però è interessante come esplorazione della rilevanza contemporanea di Prometeo – e verrà buono a sua volta e a suo modo il giorno in cui…

E quindi, ecco. La storia è giunta a termine per ora. I libri sono qui, i misteri sono risolti, le idee sono annotate. Ulteriori sviluppi? Ne riparliamo tra qualche anno.

______________________________________
* In busta aperta, presumo ispezionata e richiusa con il nastro adesivo… Yes well – gente sospetta, questi lettori di Eschilo transatlantici…

libri, libri e libri · lostintranslation · Ossessioni

Prometeo Ricercato

Della mia nuova/vecchia/ricorrente ossessioncella per il mito di Prometeo parleremo un’altra volta. Per oggi quella che ho da raccontarvi è una storia di libri.

Di un libro in particolare, il Prometheus Bound – traduzione da Eschilo di Paul Roche. Di questa traduzione sono venuta a conoscenza attraverso questa bellissima versione animata, e ho deciso che dovevo leggerla per intero.

E che ci vuol mai? mi sono detta – e mi sono messa in cerca su Amazon, quel Pozzo di San Patrizio, eccetera, eccetera. Ora, la traduzione di Roche risale alla metà degli anni Sessanta – e ogni tanto viene ripubblicata: procurarsene una copia di seconda mano non sembra cosa difficile. In effetti, nel giro di pochi minuti si piazza e conferma un ordine con un bookseller inglese (una decina di sterline tra libro e spedizione…) e l’indomani si riceve la mail di conferma: libro spedito – e vissero tutti felici e contenti.

O forse non proprio. Un paio di giorni e, quando io credo che il mio Roche sia ormai felicemente in viaggio, arriva un’altra mail. Il bookseller m’informa che, all’atto della spedizione, il libro si è rivelato in condizioni tali da renderlo invendibile – ed era l’unica copia. Tante scuse, denaro restituito, ringraziamenti per la pazienza…

Oh, bother! Ma è presto risolto: torno su Amazon, trovo un’altra copia in condizioni ragionevoli da un altro bookseller, ordino, ricevo conferma dell’ordine e poi della spedizione… E dopo un paio di giorni, ci risiamo: all’atto della spedizione, condizioni inaccettabili, una sola copia, cenere sul capo, restituzione, c’è qualche altro libro che voglio invece?

E no, perbacco! Non voglio un altro libro – se avessi voluto un altro libro, avrei ordinato un altro libro. Voglio proprio il Prometheus Bound di Roche, e quindi ne cerco un’altra copia – incidentalmente, l’unica rimasta a un prezzo ragionevole, perché poi ci si arrampica oltre le quaranta sterline… Quindi ordino, guardo con scetticismo le mail di conferma e aspetto col fiato sospeso… E infatti, il terzo giorno dopo la spedizione, ecco che il mio ordine è cancellato.

Questa volta non c’è nemmeno una parola di scuse o di spiegazione: cancellato, e tant’è. Seccata anzichenò, scrivo al bookseller, spiegando che è la terza volta in una settimana che questo capita. Può il bookseller farmi almeno la cortesia di spiegarmi la faccenda? Qualcuno si sta accaparrando tutte le copie affrontabili del Prometheus? C’è una congiura internazionale per irritare i lettori di Eschilo? Una damnatio memoriae (un nonnulla tardiva) del mito di Prometeo?

E il bookseller risponde – pronto e gentile: spiacentissimi, davvero – ma il fatto è che, per motivi misteriosi, il “mio” Roche condivide il codice ISBN con Seize the Fire – sempre Eschilo, ma reinterpretato dal piuttosto incendiario Tom Paulin all’inizio degli anni Novanta… Possono, per farsi perdonare, mandarmi gratuitamente il Paulin?

Rispondo che non hanno nulla da farsi perdonare, e che quindi mi parrebbe giusto pagare il Paulin… ma loro insistono: a causa del doppio ISBN non potrebbero venderlo comunque, e tanto vale che lo abbia qualcuno a cui interessa davvero.

E così ringrazio, accetto – e provo a ordinare un’altra copia del Roche, questa volta Oltretinozza. Ciò accadeva una decina di giorni fa. Il Paulin è arrivato questa mattina, mentre il Roche risulta spedito – ma ho imparato che non vuol dire granché. Vero è che nessuno ha ancora cancellato l’ordine – ma potrebbe voler dire soltanto che chi ha spedito è stato meno attento dei suoi omologhi isolani…

Quindi: riuscirà la Clarina a leggere per intero la traduzione di Roche senza dover accendere un mutuo? Si ritroverà per le mani un altro Paulin? O non si ritroverà per le mani alcunché – grazie alla consueta efficienza di Poste&Telegrafi? E a ben pensarci, se ci fossero proprio le Poste&Telegrafi dietro la congiura antieschilea? E, già che ci siamo, com’è alla fin fine Seize the Fire?

Per saperlo, non perdete il prossimo emozionante episodio di… Prometeo Ricercato!

angurie

Il Portatore del Fuoco

DanteUlisseSe dovessi scegliere la mia figura prediletta nel mito greco-romano, sarebbe una dura lotta tra Ulisse e Prometeo. Tutta gente che sfida gli dei, mi si fa notare – inseguendo e/o propagando la conoscenza – e poi ne paga un prezzo terribile.

Perché non so voi – ma personalmente, per quel che riguarda Ulisse, quel che ho in mente è la bolgia dantesca cosparsa di fiammelle, e i remi che diventano ala al folle volo… È chiaro che, per quanto l’abbia messo all’inferno, Dante ammira Ulisse, vero?

Per quanto riguarda Prometeo, invece, Eschilo è sulla lista dei sogni registici – il titano incatenato dalla vendetta di Zeus per avere sottratto il fuoco…

E quel che volevo mostrarvi oggi è un piccolo film animato in cui mi sono imbattuta – come accade – per caso. Peter Dodd racconta Eschilo in una maniera magnifica: immagini, voci, musica… Tutto bellissimo ed efficacissimo.

Prom

E voi, o Lettori? La mitologia è piena di figure e di storie: chi sono i vostri prediletti?

teatro

Le Colpe dei Padri al D’Arco

Continua la stagione dei saggi della Scuola di Teatro Campogalliani – e, dopo la fantasia scolastico-dantesca del Corso Ragazzi, adesso tocca al II Anno con…

Colpe dei Padri

 

L’atmosfera è decisamente cambiata, vero? Questa volta si parla di tragedia greca, di…

Padri e figli e dei, fato e libero arbitrio… attorno a una manciata di personaggi tragici e ai loro conflitti, gli allievi del Secondo Anno hanno costruito un testo che s’interroga su temi antichi e sempre attuali. Da Edipo a Giasone, da Agamennone a Creonte, qual è il prezzo per chi non sà ascoltare?
Già venticinque secoli orsono i grandi autori dell’antica Grecia raccontavano l’incapacità di comunicare tra generazioni; ne Le Colpe dei Padri, un Coro moderno dà voce a dubbi e domande – esplorando ciò che cambia e ciò che non cambia attraverso i millenni.

E sì: gli allievi hanno costruito il testo. Perché il fatto è che adesso tra le materie del secondo anno c’è anche la scrittura teatrale – per offrire un panorama sempre più completo delle arti che convergono in ciò che si vede in scena, ma anche nella convinzione che studiare i principi che governano la scrittura renda lettori più consapevoli – cosa fondamentale nel lavoro del regista e dell’attore.

Il corso prevede una parte pratica, naturalmente, e il progetto di quest’anno consisteva nella scrittura collaborativa di parte del testo: una cornice per i brani tragici che abbiamo scelto, incentrati sul rapporto padri-figli. La scelta non poteva non cadere sul device principe del teatro greco: il Coro – e così il Secondo Anno ha collaborativamente scritto un coro moderno che non solo lega narrativamente le varie vicende, ma fa da ponte attraverso venticinque secoli, dando voce alle nostre domande moderne di fronte a certe questioni universali, alle scelte, alla mentalità di questi antenati così distanti…

In un certo senso, è un’altra faccenda tra padri e figli – seppur lontani e ideali, non trovate? Se v’incuriosisce vedere che cosa abbiamo fatto di tutto ciò, andiamo in scena sabato 26 alle ore 21 e domenica 27 alle ore 17.

Gli interpreti sono Francesca Cogna, Anna Contesini, Paolo Di Mauro, Alessia Ferro, Costanza Fontana, Ramona Laconi, Rossella Mattioli, Beatrice Ruggerini, Marco Sissa, Roberta Tognoli e Monica Zanardi Lamberti – con le voci di Diego Fusari e Mario Zolin.

Vi aspettiamo!

***

Informazioni e prenotazioni, come di consueto, al numero 0376 325363 (via telefono o fax) oppure via mail all’indirizzo biglietteria@teatro-campogallian.it. La biglietteria è aperta dal mercoledì al sabato, tra le 17 e le 18.30.

grillopensante · teatro

Mito e Psiche: Edipo

E dopo Medea, Edipo.

Loc2small

Dopo una storia terribile di madri, è la volta di una storia di padri – e di figli. Non meno forte – ma molto diversa.

FireCi sono tragedie che si consumano in un giorno, e altre che invece bruciano lentamente attraverso i decenni e le generazioni. Storie di segreti lentamente rivelati, di menzogne che si scavano lentamente una via verso la luce, di crimini inconsapevoli, di ragione sopraffatta… e sopra tutto il destino e gli dei: può l’uomo sottrarsi, disobbedire, tracciarsi da sé una strada diversa?

Edipo e i suoi ci provano, cercano il modo di aggirare oracoli e maledizioni… Non finisce bene. Non poteva finir bene, una storia così, venticinque secoli orsono – quando gli dei erano vendicativi e il fato irrevocabile, e la ribellione umana prendeva il nome di hybris, combinazione di orgoglio, tracotanza e disobbedienza originaria. Curse

E la prima colpa non è nemmeno quella di Edipo, a ben pensarci. Edipo nasce già maledetto, a causa delle intemperanze di suo padre Laio – che prima si guadagna una maledizione che coinvolge la prole ipotetica, poi sfida gli dei in proposito e poi crede di uscirne con un altro delitto… Avete presente Stevenson, e le storie che iniziano a finir male dalla prima pagina? Ebbene, Edipo inizia a finir male prim’ancora di cominciare – e poi peggiora: parricidio, incesto, fratricidio, stupro, infanticidio, blasfemia, disobbedienza, ribellione… Non c’è legge umana, divina o morale che Edipo e famiglia non infrangano…

Untitled 5Questo mito crudele non poteva sfuggire all’attenzione dei tragediografi, vi pare? E infatti ne scrissero tutti. Eschilo, Sofocle ed Euripide dedicarono una trilogia ciascuno al cosiddetto Ciclo Tebano – solo che non tutto è rimasto. E di quel che abbiamo, ho scelto di fare un collage, una sorta di caleidoscopio tragico, prendendo dall’Edipo Re e dall’Edipo a Colono di Sofocle, dai Sette Contro Tebe di Eschilo, dalle Fenicie di Euripide, da quel che si sa delle tragedie perdute… Il risultato è un succedersi di maledizioni e colpe, orgoglio sfrenato, inganni e vendette e conflitti generazionali che non inizia né finisce con Edipo. La stessa vena di orgoglio, violenza, superbia e irriducibile caparbietà si riconosce in Laio, Edipo e Polinice – ereditata col sangue di padre in figlio, in una simbolica genealogia di ferocia che si snoda sotto gli occhi inorriditi del coro.

A dar vita e voce a tutto ciò saranno Diego Fusari, Nicholas Ghion, Alessandra Mattioli, Loredana Sartorello e Adolfo Vaini, con le musiche originali di Nicola Martinelli e le luci di Giorgio Codognola. E dopo la lettura, il dottor Alberto Romitti, di Freudiana Libera Associazione, analizzerà quei tormenti, impulsi e paure che, da quest’antichissima saga familiare, sono giunti a noi attraverso i millenni.

Che ne dite, vi aspettiamo questa sera al Teatrino? La serata inizia alle 21 – ma vi consiglio vivamente di arrivare per tempo, perché i posti non sono tantissimi e si riempiono presto. L’ingresso è gratuito senza prenotazione.

A stasera – a caccia di quelle cose che non cambiano troppo attraverso i secoli…

 

 

Kipling Year · libri, libri e libri

Storie, Miti e Leggende Ad Alta Voce

tellingIeri doveva essere il mio Writing Day, giusto?

Hm.

Il WD è entrato in collisione frontale con la Dura Realtà prim’ancor di cominciare, e… be’, mettiamola così: la Dura Realtà non si è fatta nemmeno un graffio.

Per fortuna che ieri sera c’è stato Ad Alta Voce, il non-gruppo di lettura. Per una volta eravamo in trasferta in un delizioso B&B locale, l’Ostello dei Concari, stretto fra un fiume e quello che un fiume non è più – e il tema era quello del titolo: Storie, Miti e Leggende.

Il tema era vasto – in fondo il mito è stato per millenni il modo in cui l’umanità ha cercato di spiegarsi il mondo e se stessa – e abbiamo spaziato. Come sempre, d’altra parte.

Dalle bizzarre creature immaginarie della Bassa, raccolte a suo tempo nell’ormai introvabile Bestiario Podiense, alla luminosa e danzante cosmogonia secondo Eduardo Galeano, passando per l’Eneide rivista da Salvatore Fiume, i cupi miti del Nord, la tradizione meteomantica delle “calendre e scalendre” e le storie d’Irlanda secondo James Stephens…

Una posizione d’onore è toccata al mito di Prometeo, il Sottrattore/Donatore del Fuoco, che abbiamo visto attraverso gli occhi e l’immaginazione di Esiodo, Eschilo e Byron.*prometheus-21

E poi c’è stato… Vi ricordate dell’Angolo Elisabettiano? La mensile lettura shakespearian-marloviana, stabilita con piena fiducia nel fatto che ci fosse ben poco che, fra tutti e due, Shakespeare e Marlowe non avessero trattato in qualche modo? Ebbene quest’anno, essendosi l’anno che è, AAV si è provvisto di un Angolo di Kipling, fondato esattamente sullo stesso principio… Perché sì, ve l’ho detto e ripetuto ad nauseam: Kipling è uno scrittore vario. Ho piena fiducia nel fatto che, qualunque tema possiamo escogitare da qui a dicembre, troverò qualcosa da leggere.

E poi c’è stata la novità più bella: un piccolo lettore, un giovanissimo appassionato di mitologia che, annusando l’atmosfera, si è unito a noi – e non si è limitato ad ascoltare. T. ci ha letto – benissimo e in tutta disinvoltura – due storie di draghi, folletti e arche alternative ambientate in un Veneto magico. Quando il suo papà è arrivato per portarlo a casa ad orari scolastici, T. ha anche chiesto se può venire ancora – il che c’induce a considerare l’esperimento un successo, e una prova di vitalità da parte di AAV. Magari è presto per dirlo, ma forse… forse comincia a sembrare che abbiamo un futuro in vista…

Ma a parte questo, io continuo ad andare matta per la formula. Mi piace il fatto che ci sia un tema centrale, e mi piace la varietà di modi in cui i diversi lettori lo interpretano. Mi piace come questo finisca invariabilmente per illuminare il tema in modi inattesi. Mi piacciono le domande, le discussioni, le curiosità che nascono. Mi piace lo scambio di titoli e di impressiostorytelling-copyni. Non è soltanto lettura ad alta voce: è una fonte di scoperte, scambi, conversazione. È interessante.  È stimolante. È bello.

Se posso avere un piccolo cruccio in proposito, è che non ci sia un po’ più di partecipazione.

Ormai c’è un solido gruppo di irriducibili – lettori e ascoltatori – con qualche partecipazione più sporadica. Sarebbe bello che, qualche volta, qualche curioso provasse a unirsi a noi. Per ascoltare o per leggere – non ha importanza. Giusto per vedere com’è.

 

 

__________________________________

* Prometeo è uno di quei personaggi. Voglio dire, nel corso dell’umano pensiero, è stato… di tutto. Prima o poi ne parleremo.