considerazioni sparse

Propositi & Intenzioni

New Year 2015 formed from sparking digits over black backgroundOgni benedetto anno arriva il momento dei propositi e, ho costatato facendo una rapida ricerca, ogni benedetto anno mi propongo di non procrastinare… E il fatto stesso che me lo debba riproporre ad ogni benedetto primo gennaio non depone a favore della mia capacità di mantenere i miei propositi, vero?

Potrei fare battute sul fatto che procrastino di anno in anno la non-procrastinazione. Potrei – ma diciamo piuttosto, e troviamoci qualche genere di consolazione, che ho fatto progressi, e che la tendenza a procrastinare non si sconfigge in un anno. O in due. O in tre… e a questo punto fermiamoci prima che la cosa si faccia deprimente, volete?

Anche perché non posso dire di essermela cavata straordinariamente bene con gli altri due propositi, che riguardavano i blog e l’intenzione di navigare in modo più deliberato. Oh, i blog sono ancora dov’erano – ancora in piedi, ancora in lenta (ri)crescita. Non è successo loro nulla di male, ma se questo doveva essere l’anno della svolta… be’, non lo è stato. E lo stesso vale per la navigazione. Che devo dire? Seguito a navigare a vista.

Meglio assai, giusto per risollevarci lo spirito, è andata con quelle che chiamavo intenzioni e non propositi, e che nel post corrispondente un anno fa avevo annunciato quasi offhand, in un paragrafino di premessa. Volevo scrivere – e per scrivere ho scritto, eccome. I fantasmi abbandonati non li ho ripresi, ma ho messo insieme una discreta quantità di racconti, monologhi, plays. Poi volevo darmi da fare con l’anno Shakeloviano, e… suppongo che non abbiamo eccessivo bisogno di discuterne, giusto? E infine ero intenzionata a farmi rappresentare di nuovo – e oserei dire che L’Uomo dei Sonetti, i Ninnoli di Vetro e Christmas Joy si possono considerare un buon risultato.

Morale: propositi o,5/3; intenzioni: 3/3.

Che mi convenga lasciar perdere i propositi e concentrarmi sulle intenzioni?

Vediamo un po’. Quest’anno intendo scrivere un romanzo. Non un romanzo e nient’altro, ma tra tutto il resto, un romanzo – quel romanzo che vi ho detto. E non solo una prima stesura e poi si vedrà: intendo scriverlo, revisionarlo, finirlo e mandarlo Là Fuori.  Poi intendo pubblicare. As in, autopubblicare in formato elettronico. In Italiano e in Inglese. È inutile dirsi quanto sarebbe carino uscirsene con qualche ebook, e passare l’occasionale oretta a strologar copertine, e poi non farne nulla. Quest’anno intendo agire in proposito. E intendo anche riprendere in mano quante più possibile delle stesure provvisorie sparse tra quaderni e hard disk, finirle e farci qualcosa.

Ecco fatto.

Oh, e faccio il tradizionale buon proposito di procrastinare di meno – ma comincio a domandarmi se non sia il caso di aspirare alla non-procrastinazione in via collaterale, come qualcosa di accessorio alla realizzazione delle intenzioni. In fondo, se davvero intendo fare quel che intendo fare, di procrastinare non mi rimarrà il tempo.

E voi, o Lettori? Fatti i buoni propositi?

 

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