considerazioni sparse · tradizioni

Diciotto!

2018Ossignore… ri-gennaio!

Sì, sì – un’altra volta, e non ci si può fare assolutamente nulla, se non iniziare l’agenda nuova e… ballare? Non la migliore delle metafore, nel mio maldestro caso – but never mind. Tutto sommato, suona ragionevolmente bene, soprattutto dopo avere contemplato quella meraviglia che è Roberto Bolle l’altra sera.

E allora, o Diciotto, apriamo le danze.

No, wait: prima ricapitoliamo un attimo. Com’è andata con il Diciassette? Non del tutto male, direi.

Volevo condurre il romanzo in qualche genere di porto isolano e, come dicevasi, non è precisamente approdato, ma ha ricevuto promettenti rassicurazioni sulla rotta.

Jan18Volevo darmi da fare in fatto di teatro, e… well. Il Fantasma di Canterville, il Pasticciaccio Brutto, l’Edipo, l’ingresso da socia nell’Accademia Campogalliani, il corso di scrittura teatrale, la prima stesura di un altro play nuovo che non ha nemmeno un titolo… Sì, credo che il Diciassette conti decisamente come un buon anno, theatre-wise.

E volevo uscire un pochino dai sentieri battuti (i miei sentieri battuti, per cominciare), e anche qui non posso dirmi del tutto insoddisfatta, considerando tutto quanto: ho cominciato a scrivere in un campo interamente nuovo – il che è stato complicato, stimolante ed estremamente istruttivo; ho seguito un e-corso di tecnica poetica del CalArt, e vale la descrizione al punto precedente; ho sceneggiato un piccolo cortometraggio sulla lotta allo spreco alimentare; ho lavorato alla riduzione teatrale di un romanzo che non mi è mai piaciuto granché, e l’ho guardato trasformarsi nel più intenso workshop della mia vita; mi sono riaccostata dopo più di vent’anni alla tragedia greca – e ci ho trovato gusto… Sì, direi che anche qui ci siamo.

E questo significa due e mezzo su tre. Non male, direi.

E adesso, Diciotto. Che fare di quest’anno tutto nuovo e intonso?

  • 2018Dance

Oh dear. Ma sapete che in definitiva le intenzioni sono ancora quelle dell’anno passato? Il romanzo, il teatro, i sentieri meno battuti… Ha funzionato bene, e sono tutte cose su cui vale la pena di lavorare ancora e far di meglio. Quindi, perché no?

Non sono sicura che valga del tutto, ma tant’è. Aggiungiamoci la ferma intenzione di non trascurare gli amici come ho vergognosamente fatto per tutto il Diciassette, presa com’ero ad occuparmi del romanzo e del teatro e a trotterellare per sentieri inusuali. E anche l’intenzione di occuparmi un po’ di più di faccende pratiche e quotidiane. Oh – e combinare qualcosa qualcosa con SEdS, una buona volta. Suona come un anno, che dite?

E allora ci siamo. Diciotto, a noi due: danziamo!

E voi, o Lettori? Che intenzioni avete?

 

tradizioni

Gennaio un’Altra Volta…

janPerché da queste parti è gennaio, sì… Anche da voi?

Gennaio e lunedì mattina per di più. Il primo lunedì mattina dell’annuale Lunedì Cosmico.

Ugh.

Eppure… Eppure, quest’anno i January Blues mi sembrano un pochino meno blu di altri anni. Che, alla mia tenera età, stia diventando saggia?

Sarebbe bello, ma non credo – o almeno, non particolarmente. In realtà è solo che, never mind che cosa dice il calendario, non è tecnicamente proprio gennaio fino a dopo l’Epifania. L’Epifania è una specie di ultimo bastione di dicembre, e… be’, ne riparliamo dopo il 5 sera.* jan17

Ma mi albeggia un mente un pensiero: intanto che va così, sarà bene approfittarno per le Buone Intenzioni, non credete? Meglio adesso che nella profonda bigitudine di Gennaio Propriamente Detto.

E allora, cominciamo dall’anno passato.

  • Volevo finire il romanzo in tempo per Oxford e il convegno della HNS, e l’ho fatto. Che poi Oxford abbia mostrato che era un po’ meno finito di quanto credessi, è tutta un’altra faccenda – e quindi questa la considero un’intenzione portata a compimento.
  • Volevo darmi da fare in fatto di teatro – e anche questa è andata bene, direi – considerando il Progetto F a buon punto, Shakespeare in Words scritto, prodotto e rappresentato, la riscrittura di Di Uomini e Poeti (tornato a sua volta in scena) e un certo adattamento/traduzione di cui sentirete parlare presto.  Me lo dico da sola: not bad at all.
  • Volevo fare freewriting e meditazione. Ecco, su questo fronte… er. Diciamo subito che, per quanto riguarda la meditazione, è stato un disastro completo. Col freewriting è andata leggermente meglio – ma non moltissimo. Che di entrambe le pratiche abbia sperimentato l’efficacia più e più volte, non è bastato a vincere la mia pigrizia, alas. Ad ogni modo…

resolDue su tre. Diciamo che poteva andare peggio? E che di fare assai meglio non dispero? E quindi, Diciassette, a noi due:

  • Intendo condurre in porto il romanzo. Un porto dell’Isoletta, si capisce. Completarlo sul serio, trovarmi un editor inglese e poi magari un agente o un editore… Stiamo a vedere.
  • E, ça va sans dire, intendo continuare con il teatro. Il Progetto F, e almeno altri due plays già in fase di progettazione.
  • Intendo anche uscire un pochino dai binari. Almeno una volta. Almeno qualcosa. Non che voglia abbandonare il mio genere – dininguardi! – ma, una volta ogni tanto, scrivere un po’ in una direzione nuova. Fuori dalla mia zona di sicurezza, you know. Un tempo avevo un mentore che mi spingeva continuamente a fare queste cose… Adesso non più – ma nondimeno.

E tre. Poi ho un paio di intenzioni che non hanno nulla a che fare con la scrittura – come fare più movimento e riordinare sul serio la casa e intraprendere il mio apprendistato in fatto di illuminotecnica… in teoria mi piacerebbe molto anche imparare un po’ di giardinaggio, ma siamo realistici, volete?

Ecco, io sono più che a posto per un anno piuttosto fitto. E voi, o Lettori? Che intenzioni avete per questo Diciassette tutto bianco, aperto davanti a noi come un quaderno nuovo?

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* Il 6 stesso non vale. Il 6 è quando il bastione cede alle truppe di gennaio e… er. No, d’accordo. Mi fermo. Però, a ben pensarci… è un’idea che vedo davanti a me?

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Buone Intenzioni

stock-photo-20929944-sparkling-2016E rieccoci qui…

Non so dalle vostre parti, ma qui è irreparabilmente gennaio di nuovo. E siccome, per quanto lo si detesti, gennaio è qui per restare, tanto vale fare… no, non buoni propositi. Nemmeno per idea.

Ho imparato a mie spese che i buoni propositi per me non funzionano.

E allora meglio concentrarsi sulle buone intenzioni.

Per prima cosa,vediamo come è andata nel Quindici.

Intendevo scrivere un romanzo… Be’, ne ho scritto una stesura e mezza. Meno di quanto avrei inteso, ma tutto sommato poteva anche andare peggio. E poi intendevo pubblicare – e considerando Gentleman in Velvet e Bric-à-Brac, non posso dirmi del tutto insoddisfatta. Aggiungiamoci l’Agnese, che pubblicata non è ma rappresentata sì, direi che posso ritenermi soddisfatta. E poi intendevo riprendere in mano qualche vecchia prima stesura e farne qualcosa… ma su questo posso ammettere il buio profondo. Troppo occupata a scrivere cose nuove – e potrei anche dire che non era la più saggia delle intenzioni, ma non lo faccio, perché a questo punto suonerebbe rimarchevolmente come un caso di uva acerba.

Insomma, 1,5/3 non è il più brillante dei risultati. Medio – e medio non va bene. Bisogna fare di più e di meglio nel Sedici appena iniziato.

E allora, vediamo un po’. Intenzioni. 0c5c62b0e0db87dd473a5d361ccc392e

Intendo finire il romanzo. E ci mancherebbe altro, giusto? Finirlo e tirarlo a lucido in tempo per la conferenza della HNR, in settembre a Oxford – dove, se tutto va bene, potrebbe succedere qualcosa di buono.

Intendo darmi da fare theatre-wise. E quanto a questo ho già iniziato. Ci sono progetti – molti progetti piccoli, medi e grandi. C’è soprattutto un progetto che, seppur non destinato a giungere a compimento nel corso di quest’anno, richiederà un sacco di lavoro. È qualcosa d’importante, di grosso, di estremamente faticoso – e probabilmente è una follia. È il genere di roba di cui son fatti i sogni. Vi saprò dire – ma, indipendentemente dal Progetto, lo ripeto: intendo lavorare parecchio in fatto di teatro.

3afb82fb6ba0464df3f9ac72eae96b1fE infine intendo fare del freewriting e della meditazione pre-scrittura con qualche costanza. Ossignore – chi avrebbe mai detto che avrei scritto una cosa del genere? Immaginatemi con un sopracciglio sollevato, che cerco di non suonare troppo sulla difensiva. Perché il fatto è che sono sempre stata scettica su questo genere di cose, tanto che mi è difficile liberarmi del mio scetticismo persino dopo avere constatato che diamine: funziona! Il freewriting scioglie blocchi, nodi e magagne, e la meditazione favorisce la concentrazione… E allora, perché non praticare l’uno e l’altra? E allora quest’anno intendo farlo, nonostante la combinazione di pigrizia e scetticismo residuo.

Ecco fatto. Qualche altra intenzioncella ci sarebbe, ma siamo realistici: sarebbe già molto bello far qualcosa con queste tre.

Ne riparliamo tra un anno.

E voi, o Lettori? Che cosa intendete fare quest’anno?

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Propositi & Intenzioni

New Year 2015 formed from sparking digits over black backgroundOgni benedetto anno arriva il momento dei propositi e, ho costatato facendo una rapida ricerca, ogni benedetto anno mi propongo di non procrastinare… E il fatto stesso che me lo debba riproporre ad ogni benedetto primo gennaio non depone a favore della mia capacità di mantenere i miei propositi, vero?

Potrei fare battute sul fatto che procrastino di anno in anno la non-procrastinazione. Potrei – ma diciamo piuttosto, e troviamoci qualche genere di consolazione, che ho fatto progressi, e che la tendenza a procrastinare non si sconfigge in un anno. O in due. O in tre… e a questo punto fermiamoci prima che la cosa si faccia deprimente, volete?

Anche perché non posso dire di essermela cavata straordinariamente bene con gli altri due propositi, che riguardavano i blog e l’intenzione di navigare in modo più deliberato. Oh, i blog sono ancora dov’erano – ancora in piedi, ancora in lenta (ri)crescita. Non è successo loro nulla di male, ma se questo doveva essere l’anno della svolta… be’, non lo è stato. E lo stesso vale per la navigazione. Che devo dire? Seguito a navigare a vista.

Meglio assai, giusto per risollevarci lo spirito, è andata con quelle che chiamavo intenzioni e non propositi, e che nel post corrispondente un anno fa avevo annunciato quasi offhand, in un paragrafino di premessa. Volevo scrivere – e per scrivere ho scritto, eccome. I fantasmi abbandonati non li ho ripresi, ma ho messo insieme una discreta quantità di racconti, monologhi, plays. Poi volevo darmi da fare con l’anno Shakeloviano, e… suppongo che non abbiamo eccessivo bisogno di discuterne, giusto? E infine ero intenzionata a farmi rappresentare di nuovo – e oserei dire che L’Uomo dei Sonetti, i Ninnoli di Vetro e Christmas Joy si possono considerare un buon risultato.

Morale: propositi o,5/3; intenzioni: 3/3.

Che mi convenga lasciar perdere i propositi e concentrarmi sulle intenzioni?

Vediamo un po’. Quest’anno intendo scrivere un romanzo. Non un romanzo e nient’altro, ma tra tutto il resto, un romanzo – quel romanzo che vi ho detto. E non solo una prima stesura e poi si vedrà: intendo scriverlo, revisionarlo, finirlo e mandarlo Là Fuori.  Poi intendo pubblicare. As in, autopubblicare in formato elettronico. In Italiano e in Inglese. È inutile dirsi quanto sarebbe carino uscirsene con qualche ebook, e passare l’occasionale oretta a strologar copertine, e poi non farne nulla. Quest’anno intendo agire in proposito. E intendo anche riprendere in mano quante più possibile delle stesure provvisorie sparse tra quaderni e hard disk, finirle e farci qualcosa.

Ecco fatto.

Oh, e faccio il tradizionale buon proposito di procrastinare di meno – ma comincio a domandarmi se non sia il caso di aspirare alla non-procrastinazione in via collaterale, come qualcosa di accessorio alla realizzazione delle intenzioni. In fondo, se davvero intendo fare quel che intendo fare, di procrastinare non mi rimarrà il tempo.

E voi, o Lettori? Fatti i buoni propositi?

 

angurie

Buoni Propositi

Anno nuovo, vita nuova? Mai creduto troppo, per essere sinceri.

I buoni propositi, però, sono tutt’altra cosa. Un anno fa, o giù di lì, mi ero proposta di 1) scrivere di più; 2) cogliere tutte le occasioni al volo; c) procrastinare di meno. E devo dire che per scrivere, ho scritto. Non quanto avrei voluto (si scrive mai quanto si vorrebbe?) ed è vero che ho piantato un romanzo a metà, ma in fatto di teatro ho combinato abbastanza. Occasioni… mah. Si direbbe che non sia bravissimissima in questo. Non so nemmeno io perché… a volte faccio cose stupide ai limiti dell’autosabotaggio – qualcuno di voi forse ricorderà le scadenze lasciate scivolare per vaghezza pura e semplice e le successive crisi. E potrei riformulare il proposito, ma davvero non so quanto conterebbe. E la procrastinazione? Credo di poter dire che qualche miglioramento c’è stato. Ho arginato un pochino Pinterest, se non altro, e di sicuro ho scritto quasi tutti i giorni. La settimana di scrittura marittima è stata la dimostrazione del fatto che scrivere dalla mattina alla sera è possibile – anche se forse non a casa – ma senza arrivare a questo, credo di poter proseguire sulla strada.

Per cui, fine del bilancio, inizio propositi per il Quattordici.

Anzi, no. Prima mettiamo in chiaro un po’ d’intenzioni – che propositi non sono, perché non c’è bisogno di proporseli: scrivere, ça va sans dire, teatro e narrativa, magari riprendendo in mano i fantasmi abbandonati. E l’anno shakespeariano/marloviano – di cui, preparatevi, vedrete parecchio. E farmi rappresentare ancora, a costo di mentire, rubare, truffare e uccidere. Er… well, non proprio – ma avete capito che cosa intendo.

E adesso i propositi.

1) Voglio navigare in modo più deliberato. Il mio problema è che non guardo abbastanza avanti, credo. Navigo a vista – e questo non va bene, o va bene soltanto per il piccolo cabotaggio. Attraversare oceani richiede una direzione precisa, ed è quello che intenderei fare quest’anno.

2) I blog, accidenti. I blog. Perché adesso sono due, e tutti e due bisognosi di lavoro. SEdS… be’, lo vedete ogni giorno: fa acqua da tutte le parti, e bisogna trovargli una casa definitiva. E Scribblings richiede tenere cure. Dovrò pensarci su, prendere decisioni, lavorarci parecchio.

3) Procrastinare meno. E questo è l’unico che riprendo dall’anno scorso, perché ci sono stati progressi, ma posso fare di meglio. Posto che un po’ di procrastinazione è congenita, e che poche cose stimolano l’ingegno come una scadenza incombente, devo pur tenere conto del fatto che quando arrivo a sera senza aver combinato quel che mi ripromettevo divento pessima compagnia per il prossimo e per me stessa. Per cui, non foss’altro che per la pace generale…

Ecco. Tre. Non dico che ci lavorerò proprio da domani, perché mi sto prendendo qualche giorno di vacanza e di lettura – ma quanto prima. Ne riparliamo tra un anno.

E voi? Che cosa vi aspettate da voi stessi per quest’anno nuovo?

 

 

 

considerazioni sparse · scribblemania

Buoni Propositi

duemilatredici, anno nuovo, buoni propositi, procrastinazione, scritturaBuoni propositi per l’anno nuovo…

Sì, d’accordo, oggi è il due, e la giornata giusta sarebbe stata ieri, ma fa nulla. Diciamo di essere ancora in tempo, e facciamo buoni propositi.

1. Quest’anno intendo concentrarmi sulla scrittura. No, sul serio. Quest’anno voglio scrivere parecchio. Prima di tutto, scrivere. Ho un romanzo fermo a metà strada, momentaneamente parcheggiato nella corsia di servizio, ed è più che tempo di rimettercisi d’impegno. Ho due atti in seconda stesura e sto aspettando notizie da un paio di lettori sperimentali, dopodiché sarà ora di sistemarlo una volta per tutte. Ho un atto unico in ultima stesura, quasi – quasi – pronto per essere consegnato. Ho una mezza dozzina di progetti, tra vecchi e nuovi, su cui non vedo l’ora di cimentarmi. Avrete visto dal PBN che ho iniziato un atto unico miniature nuovo, ieri sera, perché non so se sia vero che chi scrive il primo dell’anno scrive tutto l’anno, ma mi è parso che, iniziare il nuovo corso, ci fossero modi peggiori di un inizio nuovo. Essì, forse avrei potuto dedicarmi a qualcosa che avevo già iniziato e che intendo finire, ma va bene lo stesso. Quel che conta è che il nuovo corso è iniziato.

2. Occasioni. Non perderne nemmeno una e, se possibile, crearne. Mai pensarci dopo, mai lasciar correre, mai dire “sarebbe bello ma…”, mai accantonare anche la più remota delle possibilità. Vero: se non ci provo non può andar male, ma non può nemmeno andar bene. Per cui, quest’anno ci si proverà. Si coglieranno tutte le possibilità che si presentano e anche qualcuna che non ha poi tutta quest’aria di volersi presentare, .

3. Corollario inevitabile dei due propositi precedenti: guerra alla procrastinazione. Posso voler scrivere un romanzo e un play dopo l’altro fino al prossimo dicembre, ma è ovvio che non succederà mentre cerco il nome cinquecentesco di un tipo di tessuto che forse – forse – potrebbe servirmi di qui a una decina di capitoli, o cerco su Pinterest il giusto tipo di paesaggio primaverile inglese con le siepi di biancospino. Mi piacerebbe dire che ogni volta in cui sarò tentata di procrastinare in un modo qualsiasi, mi metterò di buzzo buono e scriverò cinquecento parole, ma mi conosco: tutto quel che posso dire è che mi impegnerò seriamente.

E adesso basta così, perché tre buoni propositi sono, in my expercience, un’abbondanza di lavoro per un anno soltanto.

Ne riparliamo di qui a un anno, volete?

E voi? Che buoni propositi avete fatto per il Tredici?

angurie · gente che scrive

Vediamo Di Essere Seri

È ferragosto, e magari avete altro da fare che leggere blog – o magari no…

Personalmente son qui che traffico – o almeno dovrei trafficare. E magari verso sera guardo il Palio dell’Assunta, ma intanto scrivo – o quanto meno faccio buoni propositi.

E so che i buoni propositi si fanno a gennaio o, a voler essere eccentrici, a giugno – propositi di metà anno. Ma qui siamo eccentrici, e quindi ecco a voi i Propositi di Ferragosto.

Nella vaga speranza che, se li rendo pubblici in maniera così spudorata, poi mi sentirò tenuta ad essere seria in proposito…

Forse.

Oh well, propositi:

Una scena al giorno. Revisione, levigatura – non troppo di fino, perché è ancora solo una seconda stesura e possono ancora cambiare molte cose, but still. Una scena al giorno.

Il che, in un mondo perfetto in cui gli idraulici non interferiscono, le cene di compleanno si preparano da sole e la gente non conosce il significato del verbo procrastinare, dovrebbe significare “seconda stesura finita in due settimane.”

Il mondo essendo quello che è, diciamo venti giorni. Una scena al giorno e abbondante di leeway, così magari finisco prima e mi sento anche bravina*.

Una scena al giorno.

Ne riparliamo fra tre settimane.

E buon ferragosto – qualsiasi cosa stiate facendo.


BOLLETTINO A TARDA ORA:

Diciamo che, per oggi, abbiamo rispettato i programmi. La scena è ragionevolmente pronta. Ragionevolmente.


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* Che poi, una volta finita la stesura, sarebbe bello poter fare workshop con una compagnia – ma il mondo, come dicevasi più sopra non è perfetto. Però il mondo non è neanche così male, e quindi ho tre lettori sperimentali in attesa…

grillopensante

Buoni Propositi

newyear.jpgOh bene, rieccoci qui. Buoni propositi per l’anno nuovo. L’anno scorso ne ho fatti tre, e non posso dire che sia andata del tutto male: ho scritto abbastanza, anche se non un nuovo romanzo; non ho detto di no a nessuna occasione che si presentava (nemmeno a quelle che mi terrorizzavano un pochino), e la cosa ha condotto a un limitato numero di vicoli ciechi a molti risultati soddisfacenti; ho sperimentato tentando la via del teatro per l’infanzia, e anche questo ha avuto ottimi sviluppi.

Tre su tre, non mi posso lamentare. Anche perché – detto per inciso – non mi capita spesso.

Ora, per questo 2011.

I. Scrivere, scrivere, scrivere. Dite la verità, ve l’aspettavate? Di qui a un anno voglio avere scritto qualcosa di nuovo – teatro, racconti, magari un romanzo… e magari pubblicare.

II. Evitare arbusti spinosi come la procrastinazione, la dispersione, l’abbandono di progetti, le perdite di tempo – anzi: potarli proprio, gli arbusti spinosi, in un’energica campagna di giardinaggio interiore. Comnciando con 10 minuti al giorno di freewriting… ok, facciamo cinque.

III. Ingrandire di almeno un passo quel che di buono ho fatto l’anno scorso – in tutte le direzioni possibili. Fosse solo un gradino in più, ma ad maiora.

Et voilà, per quanto mi riguarda. E voi? Idee, progetti, impegni, buoni propositi? Segnateli qui, se vi va, e fra un anno ne discutiamo.

Chiudo con una striscia cautelativa di Debbie Ohi, per la serie: meglio essere ragionevoli…

newyear.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eliza a parte, un felice 2011 a tutti, pieno di soddisfazioni e sogni che si realizzano!

considerazioni sparse · scribblemania

Buoni Propositi

Oh, va bene. Ci risiamo, un altro anno che comincia… ho già detto che sgradevole sensazione m’ispira ogni anno il I di gennaio? Quella di un enorme, cosmico, deprimente Lunedì Mattina. Con tanto di maiuscole, non so se ci abbiate badato. Ad ogni modo, ci siamo e non c’è nulla da fare: come dice Pollyanna, l’unica cosa buona è che dovranno passare altri dodici mesi prima che sia di nuovo Lunedì Mattina. Lo so, grazie, Pollyanna non dice affatto così, ma credetemi se vi dico che non è una buona giornata per contraddirmi…

Piuttosto, visto che è oggi, e che chi ben comincia è a metà dell’opera, vediamo di fare di necessità virtù*. Buoni propositi. Tre buoni propositi, e non di più.

I. Scrivere. Voglio dire: studiare va molto bene, così come occuparsi del blog, e fare revisioni, e seguire corsi… ma scrivere? Prima della fine del 2010 intendo avere scritto qualcosa di nuovo. Possibilmente un romanzo.

II. Cogliere impavidi le occasioni quando si presentano, anzi no: andarsele attivamente a cercare, le occasioni. E’ un dato di fatto che starsene appollaiati sulla pila dei propri manoscritti contemplando l’orizzonte con aria sognante non conduce da nessuna parte. E, come dice Thomas Hampson, le occasioni capitano a chi è preparato a coglierle.

III. Sperimentare. Tentare qualcosa di nuovo, qualcosa di mai fatto prima. Un genere nuovo, una tecnica diversa, un metodo mai provato. Lo scorso anno l’ho fatto, e i risultati sono stati sorprendenti… More, please.

Ecco qua. Naturalmente adesso me ne verrebbero in mente altri a non finire, ma trovo che tre propositi siano già a pretty tall order per un anno solo, specie per una persona che tende a dimenticarseli prim’ancora di averli formulati. Ne riparliamo tra dodici mesi.

Buon 2010 a tutti!

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* Perché tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, e siccome rosso di sera, bel tempo si spera, se ne conclude che di mamma ce n’è una sola. Sì, sì, sì…