considerazioni sparse · lostintranslation

Il Premio Strega Che Non Ti Aspetti

I non Mantovani non sapranno chi era Monsignor Trazzi, ma credo che non ce ne sia bisogno per sobbalzare come ho fatto io quando oggi mi sono sentita dire, in tutta serietà, che…

“Monsignor Trazzi? Ma cavolo, non lo sa? E’ quello che ha vinto il Premio Strega traducendo la Divina Commedia dal Latino!”

Non credo di essere riuscita a nascondere del tutto il mio trasalimento, perché l’Anima Candida mi ha guardata con una certa ferocia.

“Ha poco da ridere! Crede che sia stata un’impresa da poco tradurre la Divina Commedia dal Latino?”

Non so che cosa avreste fatto al mio posto. Io ho abbassato umilmente il capino e, in tutta contrizione, ho ammesso che, in effetti, non è impresa da tutti.

“Credo che nessuno ci avesse mai nemmeno provato…” ho tubato.

E l’Anima Candida se n’è andata, vittoriosa e soddisfatta. Eh.

cinema e tv · grillopensante

Il più grande Italiano…

A parte l’essere una consumatrice compulsiva di TG, non guardo molta televisione, e certo mai i giochi. Tuttavia, ieri sera ero a cena da amici, ed è così che mi è capitato di assistere a parte di una puntata di una trasmissione chiamata Il più grande, in cui un litigioso manipolo di personaggi televisivi e cronisti esteri finge di individuare, per eliminazioni progressive, il più grande Italiano di tutti i tempi.

Dico “finge”, perché mi rifiuto di credere che persone sane di mente eliminino spontaneamente e in buona fede gente come Michelangelo, Caravaggio e Dante da una lista in cui, a fianco di Totò e Anna Magnani, resiste baldamente (tenetevi forte…) Laura Pausini!!

Questo non ha nulla a che fare con il fatto che a me la Pausini non piaccia: il punto è che cosa ci facesse nella lista dei candidati, in primo luogo, quand’anche fosse la più grande cantante del creato universo! Comunque, non fingeremo neppure per un momento che ciò che accade in quella trasmissione sia spontaneo, a partire dal supposto televoto per finire con le baruffe pseudoletterarie tra Sgarbi e un obnoxious corrispondente tedesco di cui non ho afferrato il nome. Chiaramente si tratta di una serie di scelte autoriali, tese a giocare sul fascino della polemica, sui pregiudizi culturali della stampa estera e sul fattore-shock di certi accostamenti.

Quello che mi domando con qualche costernazione e non poco disgusto è quale immagine dell’Italia gli autori avessero in mente nel progettare questo programma della TV pubblica. Un’immagine rigorosamente politically correct, intanto, come si evince dal modo in cui tutti rifuggono con orrore dall’idea di bocciare Falcone e Borsellino. Poi un’immagine fatta di stereotipi, in base alla quale “Totò è Totò e non si tocca”, e la Magnani viene indicata come “modello per tutte le ragazze e donne italiane*”. Infine, un’immagine di fatua gaiezza, di pittoresca incuranza della nostra storia come del nostro futuro, di divertente ignoranza. E tutto ciò è ancora più inquietante perché i popoli fondano la loro idea di grandezza sui modelli a cui aspirano. Guardateci, dice l’Autore RAI a nome dell’Italiano Medio, noi siamo brava e allegra gente, non siamo pericolosi, siamo eterni bambini, simpatici, creativi e innocui, aspiriamo ad essere come Totò, come la Magnani, come la Pausinile nostre glorie letterarie, artistiche e scientifiche a mala pena le conosciamo, il nostro potenziale proprio non c’interessa. Lasciateci cantare, va’, che è meglio.

E adesso pensate alla corrente campagna pubblicitaria pro-canone, in cui varie celebrità della tivvù di stato visitano famigliole medie e felici, e abbonate, liete di pagare il canone, perché nella RAI si riconoscono… Ecco servita l’identità nazionale arrosto in salsa RAI, con contorno di 150° dell’Unità in agrodolce.

Qualcun altro ha la pelle d’oca?

E per finire, siccome una rapida indagine in rete mi ha rivelato che il format della trasmissione approda niente meno che dalla BBC, eccovi l’elenco dei 100 più grandi Britannici di tutti i tempi uscito dall’omologo programma inglese. Dopo avere accusato il colpo del n° 1 e, tutto sommato, dell’elenco nel suo insieme, mi sono un po’ sollevata il morale sghignazzando del n° 3, e ancora di più comparando le rispettive posizioni del n° 3 e del n° 5. Mica solo noi, dopo tutto… ma tutto considerato non è una gran consolazione.

ETA: Mi si dice che, alla fin fine, il “televoto” abbia ristabilito un qualche senso delle proporzioni, assegnando la vittoria finale a Leonardo, seguito da Verdi. A questo punto, direi che i casi sono due: o il risultato al televoto è genuino, e allora tutto sommato gli Italiani sono più assennati di come voglia dipingerli la RAI; oppure la faccenda è pilotata, e allora gli autori RAI sono astuti confezionatori di premesse controverse risolte in conclusioni consolanti, e io, con il mio rant, ci sono cascata appieno!

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* Si potrebbe voler trovare una lieve consolazione nel fatto che questa perla di saggezza sia stata partorita da una giornalista americana? Pur con tutta la simpatia che provo per gli Americani, il mio temperamento latino comincia a ribollire nel momento stesso in cui uno di loro comincia a parlarmi di pizze e di mandolini…