scribblemania

#StoryADayMay: il bilancio

Ed eccoci qui: il primo di giugno.

Il che significa che maggio è finito – e con maggio #StoryADay. Tempo, quindi, di tirar somme.

Ho scritto una storia al giorno? No, non ho affatto scritto una storia al giorno. Però ne ho scritte 23 in 31 giorni. Considerando che mi ero ripromessa, nell’iniziare la follietta, di scrivere almeno tre storie ogni settimana, posso dire di aver fatto quel che mi proponevo – and then some.

È stata una travolgente galoppata narrativa? Non del tutto – ma non è stato nemmeno un terribile fardello. Voglio dire, all’inizio, sull’onda dell’entusiasmo, ho scritto una (piccola) storia al dì, come dice l’etichetta, con notevole soddifazione. Dopo la prima settimana ho cominciato a saltare un giorno qui e là. Alla fine della seconda settimana non solo stavo bigiando un po’ di più, ma certe volte arrivavo a notte tarda con la storia ancora da scrivere e, francamente, poca voglia di farlo – e persino un certo grado d’impazienza nei confronti dei miei personaggi. In un compromesso tra disciplina e self-bribing, ho finito con lo scrivere una manciatina di storie extraprogetto: una legata a un progetto alternativo e due o tre autoindulgenze. Poi nell’ultima settimana ho ritrovato ritmo e interesse.

E qui farei battute sui cavalli e sull’ultimo tratto di stada, se non fosse che, d’abitudine, faccio piuttosto il contrario, e tendo a rallentare in vista del traguardo… Un momento o l’altro dovrò farmi qualche domanda sul perché di questo fenomeno inconsueto, e sulla particolare natura dello sforzo sostenuto insito in cose come StoryADay – ma non adesso.

Va poi detto che c’era di mezzo l’altro progetto, quello di cui vi ho parlato – e che chiameremo henceforward TW. Ci ho lavorato intensamente e con soddisfazione per tutto il mese. Finché si è trattato di far piani, progetti, scalette e ricerca, TW non ha interferito affatto con la storia quotidiana, ma chiaramente non può essere un caso se l’inizio della scrittura vera e propria ha coinciso con l’allascamento di StoryADay – né può esserlo il fatto che abbia ripreso a produrre una storia al dì quando ho finito la mia tranche di capitoli e sono passata alla revisione… E lasciate che ve lo dica: se questo è un indice della mia capacità di scrivere più di una cosa per volta, non lo definirò il più incoraggiante tra i risultati dell’esperimento.

C’è di buono che, alla fin fine, ho scritto 23 storie in 31 giorni – o quanto meno 23 prime stesure; che, con un po’ di lavoro ulteriore, una buona metà delle 23 storie promette di avere qualche genere di futuro; che ho ritrovato entusiasmo per un progetto che cominciava a perplimermi un pochino; che ho vacillato in un paio di occasioni, ma non ho ceduto; che ho sperimentato un pochino – anche se non quanto avrei potuto; che sono uscita almeno un po’ dalla dannata zona di sicurezza…

All in all, direi che #StoryADay è stata un’interessante e istruttiva esperienza. Adesso, se avessi il minimo briciolo di buonsenso, cercherei di cavalcarne l’onda almeno un po’, continuando a scrivere… che so: due storie la settimana? Poi però sappiamo tutti che non ho buon senso, e TW reclama la mia attenzione, e ci sono altre cose da fare, e… e… e…

E vedremo.

Intanto sono soddisfatta del mio maggio, writing-wise – e se ne riparlerà senz’altro l’anno prossimo.

scribblemania

Una Storia al Giorno…

Dunque, vi devo dire che sono di corsa.

Sono di corsa perché sto facendo Story A Day May – una di quelle challenges che si trovano su Internet a ogni pie’ sospinto, se volete, ma che a volte sono proprio quello che ci vuole. Abbiamo parlato ripetutamente di procrastinazioni, esitazioni, momenti di sconforto, dubbi, timori, pigrizie, comodi solchi e cose così, cose che frenano l’impulso di scrivere o, at the very least, lo tengono in darsena a galleggiare in languida inutilità. Oh, se ne abbiamo parlato!

E magari si ha anche l’impressione di essere bravini, perché si è scelto un progetto leggermente scomodo, qualcosa che costringe fuori dai confortevoli limiti di ciò che si è già fatto ancora, ancora e ancora. O costringerebbe, se lo si facesse per davvero, anziché riempire pagina dopo pagina di appunti, note ed elucubrazioni.

E badate, non c’è nulla – ma proprio nulla – di male nello strologare per iscritto, anzi… purché gli strologamenti a qualche punto conducano da qualche parte. A qualcosa di scritto. You know, storie.

E se non succede, magari è il momento di sfidarsi a farlo. Darsi una scadenza, vera o artificiale. Un ruolino di marcia.

E stavo vagamente considerando proprio questo quando sono inciampata in Julie Duffy e la sua favolosamente dissennata idea. Una storia al giorno. Per l’intero mese di maggio. Naturalmente la prima reazione è stata una risatina scettica. Figurarsi – una storia al giorno! Assoluta follia… come potrei mai fare una cosa simile? Sono mesi che esito, mugugno, strologo e buridaneggio sul mio nuovo progetto di flash fiction, e tutto quel che ho da mostrare sono due storie e mezza… figurarsi se potrei mai…! Oh do come on! Impensabile. Improponibile. Dissennato. Nemmeno da pensarci.

Epperò…

Certo che…

Magari…

“Regole flessibili”, eh?

Hm…

E se…?

No, no – nemmeno a pensarci. Discorso chiuso. Passiamo oltre.

Anche se…

Oh, wait!

Tre storie la settimana si potrebbero quasi considerare fattibili…

Solo prime stesure…

Se mi ci mettessi di buzzo buono…

Se…

Se…

Se…

E no, perbacco. Nemmeno per idea.

Ok, lo faccio.

Ed eccomi qui. Oggi è il quarto giorno e ho finito la prima stesura della mia quarta storia. Piccole storie, tra le 500 e le 750 parole – ma d’altra parte è proprio quello di cui ho bisogno*. Pratica. Disciplina. Costanza. Perseveranza. Non-procrastinazione.

E naturalmente, proprio il giorno prima che la sfida iniziasse, si è riaperta una questione che avevo quasi data per defunta, e invece è viva, vivissima, e promettentissima, e assai impegnativa… vi farò sapere – per il momento vi dico solo che c’è anche quella, e darà parecchio da fare. Contemporaneamente a Story a Day, naturalmente, perché è così che vanno le cose a questo mondo, giusto? Non prima, non dopo: tutto adesso.

Il che spiega perché, come vi dicevo all’inizio, sono di corsa.

Ah well, tant’è. Sono in ballo – e adesso si balla, che diamine!

E se qualcuno avesse voglia di raccogliere il guanto e aderire alla sfida… perché no? C’è la sfida in sé, ci sono i prompt quotidiani escogitati da seri autori… Avanti, buttatevi: trovate tutto qui.

_____________________________________________

* Ma voi potete scrivere altro. Racconti di qualsiasi dimensione, capitoli, scene, poesie… Le regole sono davvero fluide – finché non le avete stabilite.