scribblemania · scrittura

Una storia al giorno – di nuovo

Ricordate #StoryADay, Julie Duffy e le 23 storie in 31 giorni?

Una di quelle sfide internettiane, dicevamo l’anno scorso – la cui versione completa richiederebbe di scrivere ogni giorno la prima stesura di un racconto, per tutto maggio. Però poi in realtà si è invitati a stabilire le proprie regole – perché l’idea non è quella di affondare nelle sabbie mobili di un obbiettivo irragionevole, ma piuttosto quella di spingersi “oltre”. E converrete tutti che “oltre” può essere una faccenda molto, molto soggettiva…

Senza contare il fatto che non tutti aspiriamo a ritrovarci a fine mese con due dozzine e mezza di racconti in prima stesura. Può essere benissimo che preferiamo ricavare da questo sprint due dozzine e mezza di pagine di saggio, o poesie, o scene di un film… Tutto in prima stesura, si capisce – della revisione ci preoccuperemo a giugno – ma resta il fatto che due dozzine e mezza di prime stesure, di qualunque cosa, non sono un cattivo risultato.

E quindi, #StoryADay sia. Qui ci sono le mie regole:

  1. Flash fiction
  2. Almeno 5 storie ogni settimana – ovvero almeno 20 storie in tutto
  3. Niente, niente – ma niente revisioni fino a giugno

E più o meno è tutto. Iscrivendosi alla sfida si ricevono prompts quotidiani ideati da scrittori… L’idea è carina – ma confesso che l’anno scorso ne ho usati un paio a malapena, perché tendevano ad essere molto dettagliati e a non sposarsi bene con il progetto su cui stavo lavorando. Staremo a vedere – ma indendo essere molto flessibile in proposito. Inoltre ho una lista di 100 prompts concepiti specificamente per la flash fiction in Going Short, di Nancy Stohlman, e c’è sempre il buon vecchio Book of Days di Judy Reeves…

Ecco. Mi pare di essere organizzata e pronta. E maggio sarà un mese teatralmente impegnativo, per cui vedremo come #StoryADay si incastrerà con tutto il resto. Vi farò sapere. Intanto, non è che per caso vorreste unirvi a me in questa piccola e innocua follia? Date un’occhiatina al sito di Julie Duffy, volete?

È una faccenda lievemente folle, sono d’accordo – ma è stimolante, è singolarmente efficace, e può essere molto divertente. Se decidete di partecipare, fatemi sapere, volete?

Ready… steady…

 

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