scribblemania

Da che parte per la seconda stesura?

“E come va la revisione, o Clarina?”

Oh, che carini a chiederlo… E visto che chiedete, la revisione… diciamo che procede. Intanto ho finito la prima rilettura diagnostica – con tutta una piccola serie di risultati. Vediamo un po’…

Postit1.Sotto un cumulo di carte, nel mio studio, ho trovato – incredibile dictu! – una scrivania. Essendo grande, si è rivelata moto più comoda del divano per quel che devo fare adesso. Chi l’avrebbe mai detto? Voglio dire, una scrivania…

2. Ho deciso che il post-it è il migliore amico del revisore.  Ho dato retta a Holly Lisle, e in questa fase non ho fatto nemmeno un segnolino sulle mie duecento e rotte pagine di stampa – perché questa è una fase di diagnosi, giusto? Però, man mano che rileggevo, ho preso appuntiappuntiappunti, cose del genere “spostare al capitolo successivo” oppure “Ma G.D. aveva già lasciato la compagnia”, oppure “VOCE, VOCE, VOCE!!!”, oppure “Stringere” – e li ho presi su un diluvio di post-it di vari colori e misure, a seconda della necessità e di un vago colour-code.

3. Potrei negare che subito dopo il post-it venga la lavagna di sughero, ma mentirei. Per avere anche una visione d’insieme, ho Corkboardattaccato alla lavagna di sughero una serie di cartoncini su cui ho scritto a caratteri di scatola – e in alcuni casi, non ridete, anche illustrato – una serie d punti chiave. La struttura di fondo della storia, alcune cose che al momento non ci sono ma servono assolutamente, temi e immagini che devono ricorrere più spesso, necessità & magagne… cose così. La lavagna adesso è issata bene in vista su una mensola della libreria.

4. Rileggendo, comunque, ho scoperto che questa prima stesura mi piace più di quanto mi aspettassi – per una prima stesura. Questo può essere un bene, oppure no. Non vorrei che mi intralciasse nella necessità di asciugare e snellire il tutto… Ero convinta che la seconda stesura sarebbe stata più succinta della prima, ma… er. Diciamo che non ne sono più così sicura.

kj5. Ho trovato una faccia al mio protagonista. No, sul serio. Non ne aveva ancora una. Per me è sempre un problema, perché da un lato non sono una persona terribilmente visiva e tendo a trascurare questo aspetto, e dall’altro però sono costretta ad ammettere che una faccia è di grande aiuto in fatto di descrizioni e caratterizzazione… Be’, adesso Ned assomiglia a Tom Hiddleston. Ammettiamolo: poteva andare molto peggio.

6. Sono lievemente sconcertata nel constatare che manca un finale, manca un finale e manca un finale – e non c’è niente da fare. Voglio dire – la storia giunge a una conclusione di qualche tipo – ma da questo a dire che ci sia un finale… Mah. Speriamo che emerga nel corso della seconda stesura.

Ecco. E adesso dovrei essere pronta per la fase successiva: tendere archi, dar forma a cose vaghe, aggiungere strati, pieghe e ombre, fissare le luci, annodare tutto quanto a tutto il resto… Dovrei avere tutto quel che serve, giusto? E allora perché invece procrastino da due giorni come se non ci fosse un domani?

Ah well. Passerà – e sarà bene che veda di passare oggi stesso. Adesso. Subito. Al lavoro, o Clarina!

Vi saprò dire.

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