romanzo storico · scribblemania

E Due!

Da un po’ non aggiornavo il contaparole della seconda stesura – ma non perché fossi ferma.

Mentre il contaparole sonnecchiava indisturbato, io sono andata avanti e ieri mattina, O Lettori, ho concluso la seconda stesura.

Jig
Date le circostanze, una giga mi sembra adatta…

Hooray, Eugè, Din Don Dan, e altre consimili espressioni di letizia.

Centoduemilasettecentoottantaquattro parole. Un po’ tantine, soprattutto perché devo ancora aggiungere qualche scena che ho lasciato indietro. Ma, se tutto va bene e con un po’ di editing rigoroso, una volta che avrò aggiunto tutto quel che manca, tolto quel che ridonda, deciso che cosa fare di un personaggio e tirato il tutto a lucido, conto di ritrovarmi con centomila parole – una misura ragionevole per un romanzo storico sul mercato anglosassone.

Ma questo è lavoro per la metà di aprile, dopo un paio di settimane di decantazione.

Nel frattempo, rejoice with me: ho finito la seconda stesura!

Sono soddisfatta del risultato? Ragionevolmente.

Ci ho messo troppo tempo? Oh, sì.

È valsa la pena di cominciare invece di agitarmi come un millepiedi che non sa più che zampa muovere per prima? Perbacco, sì!*

Adesso, se sono bravina, per un paio di settimane mi dimenticherò di Ned. E sì, per carità, so che faccio sempre di questi propositi, e poi mantenerli è un’altra faccenda – ma questa volta ho due cose e mezza di cui occuparmi intensamente. Cose di teatro – cose, tra parentesi, di cui verrete informati a tempo debito…

Per ora inclino a non essere del tutto insoddisfatta di me stessa. Dopo tutto, ho finito la seconda stesura, giusto?

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* E, mentre siamo qui, grazie D., per avermi dato una spinta quando a me sembrava una follia…

Oh… e no: non è, non è e non è un pesce d’aprile.

scribblemania · Vitarelle e Rotelle

Il Sipario della Conoscenza

curtainNon lasciatevi spaventare dal titolo – è una faccenda di vitarelle e rotelle.

E della revisione, anche.

Sì – la mia revisione, ricordate? In proposito ci eravamo lasciati ai primi di dicembre – con poche speranze di finire la seconda stesura entro l’anno. E in effetti non solo non l’ho finita affatto – ma, dopo quell’ultimo bollettino ci ho lavorato ben poco. C’è stato dicembre, c’è stata una bronchite, c’è stato altro, c’è stato Natale, c’è stata una commissioncella di cui avrete notizie…

Ma adesso ho ricominciato – e, benché forse non lo meritassi del tutto, ho cominciato che meglio non si sarebbe potuto. Ho cominciando trovando quello che Larry Brooks chiama lo Snodo Centrale – quella scena cruciale in cui si scosta il postonimo* sipario della conoscenza. Quel centro che dovrebbe capitare a metà del secondo atto. Il momento in cui non è che la storia cambi necessariamente – ma cambia il modo in cui la vede il protagonista. E – se tutto va bene – anche il lettore…

È uno di quei punti che tutti sappiamo di dover mettere in una storia. E io avevo una scena graziosa ma un nonnulla insipida e una rivelazione vagante e non correlata. E quando le due si sono improvvisamente incastrate l’una nell’altra… Bang! La scena ha improvvisamente acquisito vita, conflitto e una serie di radici sparse per i primi sette capitoli – e la rivelazione, per parte sua, è andata a cadere esattamente a metà della storia. snake

E badate – non è un caso e non è un miracolo: è il segno che la storia sta prendendo la giusta forma, ha un arco ragionevole e rispetta le leggi della fisica narrativa. Non negherò che la cosa comporti un certo grado di soddisfazione.

On the other hand, questo significa che è quasi la fine di gennaio e io sono solo a metà della seconda stesura – e questo non è particolarmente bello. Posso trovare consolazione nel fatto che, apparentemente, sto andando nella direzione giusta.

Evviva.

E adesso al lavoro, perbacco.

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* Che devo dire? “Eponimo” sembrava un po’ troppo, nelle circostanze…

scribblemania

Ricapitolando

Writing at a DeskEd eccoci in dicembre – dal che si deduce che novembre è definitivamente, irrimediabilmente passato…

E da questo discende che è ora di bilanci.

Avevo deciso di dedicare novembre alla seconda stesura del romanzo, ricordate? E poi ho inconsultamente decapitato il tutto, e poi invece i capitoli amputati si sono ripresentati

E questa era la situazione un paio di settimane fa. Che è successo dopo?

È successo che sono andata avanti – anche se più lentamente di quanto avrei voluto. All’epoca dell’ultimo bollettino era già chiaro che non sarei riuscita a terminare entro la fine del mese, e in effetti… Il risultato a oggi lo vedete nella barra contaparole qui di fianco: 52014 parole. Se fosse stato NaNoWriMo, potrei cantar vittoria. Stando le cose come sono… Mah.

Ci sono soddisfazioni: molte cose hanno preso un aspetto migliore, altre si sono snellite, la logica narrativa è decisamente migliorata, ho eliminato un personaggio di cui obiettivamente non sapevo troppo bene che fare e ho risolto un paio di problemi maiuscoli che avevo lasciato in sospeso nella prima stesura – e fin qui tutto bene.

Resta una certa quantità di dubbi, resta Gib Darlowe la cui sorte non ho ancora deciso – e naturalmente resta mezzo romanzo da revisionare…

What next?natale3

Mi piacerebbe dire che finirò in dicembre, ma non ci provo nemmeno. Dicembre è dicembre – un mese di preparativi, impegni, biscotti con le spezie, corse*, ospiti e piccolo artigianato. Un mese che scivola via con terrificante rapidità. Un mese impossibile, dal punto di vista della scrittura. E in parte è colpa mia, sapete: chi mi obbliga ad imbarcarmi ogni anno in decorazioni ridicolmente intricate? A fare in casa lebkuchen e Christmas pudding? A cedere prima di subito se qualche idea natalizia dovesse arrivare alla porta** strillando “Scrivimiscrivimiscrivimi?” Eccetera eccetera eccetera? E però… che devo dire? È dicembre. Ho imparato a rinunciarci, writing-wise, e andare con la corrente profumata di cannella e rami d’abete.  Dopo tutto, dicembre è dicembre, e gennaio arriverà fin troppo presto.

Detto ciò, non intendo fermarmi completamente – perché fermarsi completamente è cosa pessima. Procederò a un ritmo piccolino piccolino, per ora – e quel che verrà sarà il benvenuto. Poi a gennaio, a pudding smaltito e sipario chiuso, sospetto che sarò fin troppo felice di avere la seconda stesura di cui occuparmi.

Sono le gioie di scrivere on spec, dopo tutto. E buon dicembre a tutti.

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* E tuttavia, ieri – ed era il primo di dicembre – sono stata in città e ho combinato un’incredibile quantità di cose natalizie. Ed era, lo ripeto, il PRIMO di dicembre. Non sembravo nemmeno io. Probabilmente nevicherà. D’altra parte, è quel che ha detto anche G., lunedì sera, vedendomi entrare in teatro con ragionevole puntualità, per una volta nella mia vita: “Che cosa fai qui? Come mai non sei in ritardo? Così fai nevicare!” Per cui forse possiamo aspettarci un bianco Natale.

** Mi piace come lo dico – in questa forma dubitativa… Mettiamola così: quando qualche idea natalizia arriverà alla porta

 

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Piccolo Bollettino a (non proprio) Metà Strada

OrphansofthestormNelle puntate precedenti…

Ecco, se questo fosse uno sceneggiato a puntate, adesso ci sarebbe una scena con la ghigliottina à la Due Città, con voce narrante. Perché l’ultima volta che abbiamo parlato della mia seconda stesura stavo amputando i primi tre capitoli, ricordate?

Ebbene, si direbbe che non facessimo sul serio.

Perché sì, dapprima ho in effetti tagliato i primi tre capitoli e ricominciato più o meno daccapo, con un nuovo inizio a partire dai primi del 1589, in cui recuperavo i pezzettini luccicanti e/o strettamente necessari di quel che avevo tagliato…

Dopodiché è successo che i capitoli tagliati si sono ripresentati alla porta, strepitando per essere riammessi e ripristinati. E il guaio si è che, mentre io non guardavo, devono avere fatto il Grand Tour – o qualche altra esperienza parimenti istruttiva, perché sono tornati molto migliori di quanto fossero ripartiti. Più asciutti e agili, più concisi, più logici, e liberi da quegli elementi ripetitivi che mi avevano indotta a tagliarli.

Difficili da ignorare – e tanto più perché il nuovo inizio non si stava rivelando del tutto soddisfacente. BPC

E quindi sì: i primi tre capitoli sono stati ripristinati. Riammessi. Restaurati.

Il risultato, però, è che in questi ultimi dieci giorni non si è proceduto tantissimo. Prima ho cercato di ignorare i colpi alla porta. Poi ho dovuto ammettere (e annegare in molto tè e biscotti) il fatto che la decapitazione era stata un nonnulla prematura. Poi ho ricominciato daccapo un’altra volta, sistemando, aggiustando, potando, asciugando e aggiungendo qua e là. Poi ho raccattato l’ennesima ed energica infreddatura…. Adesso ho quasi raggiunto il 1589 – ovvero quello che dopo tutto non era affatto l’inizio, e i tre capitoli originari sono diventati due. Oggi inizierò a eliminare i pezzetti luccicanti che avevo recuperato, e quando avrò finito mi ritroverò a un quarto abbondante del lavoro.

writNon è un granché: stando al ruolino di marcia dovrei essere ben oltre la metà. Comincio a dubitare che la fine di novembre sia ancora una scadenza realistica per terminare la seconda stesura… A dubitarne alquanto. On the other hand, c’è di buono che non sono del tutto insoddisfatta di quel che ho fatto finora. Più solido di prima, più efficace – e questo è un bene al di là di ogni dubbio.

Per di più, mi sto lentamente convincendo ad eliminare un altro paio di scene che, pur piacendomi, cominciano a sembrarmi ridondanti. E poi c’è il modo in cui scene e conflitti s’incastrano gli uni negli altri…

Insomma, c’è ancora parecchio da fare, sono indietro un carro di refe e difficilmente starò nei termini che mi ero prefissata – però la prima parte ha assunto qualcosa che somiglia ragionevolmente a una forma. Una forma che non mi dispiace.

Mettiamola così: fino alla prossima epifania, potrebbe andare peggio.

 

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Piccolo Bollettino Così

guillotine1Al volo, abbiate pazienza – perché un conto sono i buoni propositi, e un conto è metterli in atto in questi giorni di parenti e crisantemi…

Allora, si dice che chi ben comincia sia a metà dell’opera, giusto?

Ebbene, io ho cominciato con un’improvvisa folgorazione: perché, o Clarina, cominciare nel 1587? Vuoi davvero farlo? Perché non iniziare invece con la fine di dicembre del 1588, amputare tre capitoli, scrivere un inizio pressoché nuovo e vivere felici?

Così adesso ho avviato un nuovo file di Scrivener in cui il romanzo inizia a fine ’88, e sto scrivendo una prima scena nuova di zecca, e il conto parole ricomincia daccapo.

Credo di avere decapitato il mio romanzo… Quel genere di decapitazioni da cui si dice che la storia media tragga beneficio.

Il romanzo ne trae beneficio? E io sto vivendo felice?

Guardate, proprio non lo so.

Non ancora.

Vi saprò dire.

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NaNoReMo

NaNoSOMETHINGUn anno fa, proprio in questi giorni, parlavamo di NaNoWriMo, ricordate? Quell’iniziativa oltreoceanica che – come molte cose in questa vita – si presta parimenti a diventare una benedizione* quanto un’idiozia sesquipedale.

E avevo detto che ogni anno per me è una tentazione – e poi ogni anno lascio evaporare le buone intenzioni perché comincio ad accarezzare l’idea troppo tardi per preparami come  si dovrebbe, perché novembre è pieno d’impegni e, alla fin fine, perché sono una tremenda procrastinatrice.

Quest’anno, tuttavia…

Ecco, quest’anno il lavoro preparato ce l’ho – eccome. Non un romanzo nuovo, ma la seconda stesura di quella in corso. L’ho cominciata con qualche impeto quasi un mese fa, e però non sta andando come dovrebbe. Date un’occhiata al contaparole qui accanto, e vedrete. Potrei addurre scadenze lavorative piuttosto draconiane e magagne famigliari, ma il fatto è che ho anche allegramente perso un sacco di tempo in procrastinazione – spudorata o sotto mentite spoglie. Sì, perché onestamente, ho proprio bisogno, a questo stadio, di sapere il nome della casa di Lord Howard in King Street? O l’esatta tariffa di un cavallo di posta? O che differenza c’era tra le toghe degli studenti di Gray’s Inn e quelli del Middle Temple? nanoemo

Ecco, appunto.

E tuttavia ho passato molte ore felici a cercare lumi su questi dettagli che avrei potuto lasciare benissimo per la stesura finale. Molte ore che avrei potuto dedicare più utilmente a revisioni strutturali e potature – che invece, in gran parte, restano ancora da fare. E mi conosco: non è come se dire “Non lo faccio più” servisse ad alcunché…

Ed ecco che novembre torna e NaNoWriMo rimena – e ditemi voi se non casca proprio a fagiolo.

nanowrimo-1Questa è la volta buona. Naturalmente non seguirò le regole generali, perché non voglio affatto scrivere un romanzo. Il romanzo ce l’ho già, grazie mille – quel che voglio è scrollarlo e potarlo finché non assume una forma. Più che altro sarà NaNoReMo**. Quindi le parole in un mese saranno 100000, al ritmo di tremila al dì e spiccioli – ma saranno da revisionare anziché da scrivere from scratch. Oddìo, in realtà c’è anche una certa quantità di roba nuova da aggiungere – scene aggiuntive ideate in revisione, scene da gettare e rifare completamente… Ma insomma, diciamo una media di due scene al dì, per un mese intero.

Riuscirò a tenere il ritmo? A non perdermi per i prati a caccia di dettagli e parole desuete? A finire la benedetta stesura prima che dicembre, i preparativi natalizi e la consueta folgorazione artigianale piombino su di me?

Vi farò sapere. Aspettatevi aggiornamenti e bollettini.

E voi? Che intenzioni avete per novembre – writing-wise?

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*A parte tutto il resto, tutti conosciamo l’effetto miracoloso di una scadenza, giusto?

** A dire il vero, credo che NaNoReMo esista già e sia un mese diverso – ma fa nulla. Non siamo gnu, giusto? E mi par di capire che un tempo esistesse anche un’iniziativa parallela, chiamata NaPlWriMo, dove Pl sta per Play – e tuttavia il sito è “in aggiornamento” da secoli, e quindi forse la faccenda è franata a valle. Il che non impedisce a nessuno di scrivere teatro anziché narrativa a novembre, volendo. Next time.

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Seconda Stesura

55327_girl-writing_lg-1“Ma tu, o Clarina, non stavi revisionando un romanzo?”

Ebbene sì, stavo. Sto.

Tre mesi, a questo punto, di riletture, rimuginamenti, appuntiappuntiappunti, epifaniole, taccuini, post-it, cartoncini di varie misure e vari colori…

Da un lato, molte cose hanno assunto una forma di qualche tipo – spesso anche piuttosto soddisfacente. Dall’altro… Eh. Questa storia ha delle pretese. Un sacco. Alcune sono sensate, altre sono lodevoli, altre ancora – come quella di finire in due modi diversi – non mi colmano precisamente di tripudio. Roundandround

Tutto ciò ha fatto sì che nel corso dell’ultimo paio di settimane – complice anche un simpatico susseguirsi di malannucci di stagione – io abbia girato in tondo tra le mie montagne di appunti e post-it, mugugnando tra me e facendomi venire le rughe in fronte.

E ciò non è bello.

Così ho cercato aiuto, conforto e suggerimenti – e ne ho avuto uno che, una volta assorbito lo shock iniziale, mi piace molto:

yikesComincia la seconda stesura, mi si è detto.

Anche se ho l’impressione di non essere affatto pronta. In fondo i casi sono due: o è solo un’impressione – e allora tanto vale che mi tutti e cominci, oppure ho ragione – ma almeno cominciare smuoverà qualcosa e forse, procedendo, mi accorgerò di che cosa diamine sia che non va.

E vi dirò, lo schock iniziale (Manononsonoprontanonlosonoaffattomiservonoancoraunpo’digiornisettimanemesiannisecoli…) è durato pochissimo – perché in realtà l’idea di cominciare la seconda stesura è molto, molto, molto attraente…

Questo è successo sabato pomeriggio e poi, la vita e le bronchiti essendo quel che sono… er, non ho cominciato.blank sheet in a typewriter

Ma oggi è lunedì, e sto quasi bene – o quanto meno ho deciso che ho concesso alla faccenda tutto il tempo che intendo concederle – e quindi oggi pomeriggio si comincia la seconda stesura, perbacco!

Intanto, a titolo di incoraggiamento, metto qui di fianco il contaparole della revisione.

Vi farò sapere.

 

scribblemania

Da che parte per la seconda stesura?

“E come va la revisione, o Clarina?”

Oh, che carini a chiederlo… E visto che chiedete, la revisione… diciamo che procede. Intanto ho finito la prima rilettura diagnostica – con tutta una piccola serie di risultati. Vediamo un po’…

Postit1.Sotto un cumulo di carte, nel mio studio, ho trovato – incredibile dictu! – una scrivania. Essendo grande, si è rivelata moto più comoda del divano per quel che devo fare adesso. Chi l’avrebbe mai detto? Voglio dire, una scrivania…

2. Ho deciso che il post-it è il migliore amico del revisore.  Ho dato retta a Holly Lisle, e in questa fase non ho fatto nemmeno un segnolino sulle mie duecento e rotte pagine di stampa – perché questa è una fase di diagnosi, giusto? Però, man mano che rileggevo, ho preso appuntiappuntiappunti, cose del genere “spostare al capitolo successivo” oppure “Ma G.D. aveva già lasciato la compagnia”, oppure “VOCE, VOCE, VOCE!!!”, oppure “Stringere” – e li ho presi su un diluvio di post-it di vari colori e misure, a seconda della necessità e di un vago colour-code.

3. Potrei negare che subito dopo il post-it venga la lavagna di sughero, ma mentirei. Per avere anche una visione d’insieme, ho Corkboardattaccato alla lavagna di sughero una serie di cartoncini su cui ho scritto a caratteri di scatola – e in alcuni casi, non ridete, anche illustrato – una serie d punti chiave. La struttura di fondo della storia, alcune cose che al momento non ci sono ma servono assolutamente, temi e immagini che devono ricorrere più spesso, necessità & magagne… cose così. La lavagna adesso è issata bene in vista su una mensola della libreria.

4. Rileggendo, comunque, ho scoperto che questa prima stesura mi piace più di quanto mi aspettassi – per una prima stesura. Questo può essere un bene, oppure no. Non vorrei che mi intralciasse nella necessità di asciugare e snellire il tutto… Ero convinta che la seconda stesura sarebbe stata più succinta della prima, ma… er. Diciamo che non ne sono più così sicura.

kj5. Ho trovato una faccia al mio protagonista. No, sul serio. Non ne aveva ancora una. Per me è sempre un problema, perché da un lato non sono una persona terribilmente visiva e tendo a trascurare questo aspetto, e dall’altro però sono costretta ad ammettere che una faccia è di grande aiuto in fatto di descrizioni e caratterizzazione… Be’, adesso Ned assomiglia a Tom Hiddleston. Ammettiamolo: poteva andare molto peggio.

6. Sono lievemente sconcertata nel constatare che manca un finale, manca un finale e manca un finale – e non c’è niente da fare. Voglio dire – la storia giunge a una conclusione di qualche tipo – ma da questo a dire che ci sia un finale… Mah. Speriamo che emerga nel corso della seconda stesura.

Ecco. E adesso dovrei essere pronta per la fase successiva: tendere archi, dar forma a cose vaghe, aggiungere strati, pieghe e ombre, fissare le luci, annodare tutto quanto a tutto il resto… Dovrei avere tutto quel che serve, giusto? E allora perché invece procrastino da due giorni come se non ci fosse un domani?

Ah well. Passerà – e sarà bene che veda di passare oggi stesso. Adesso. Subito. Al lavoro, o Clarina!

Vi saprò dire.

scrittura

Piccolo Bollettino Felice

sparkEpifania!

Mentre mi facevo una seconda tazza di tè, c’è stato un piccolo sussulto, una morris dance neuronale: sostituendo un personaggio in una scena, quella scena e una serie di scene successive acquistano tutto un altro, più interessante e più utile significato, tendendo per bene l’arco di una sottotrama, dando una motivazione nuova e più sinistra a un personaggio secondario, complicando la vita a protagonista e deuteragonista e migliorando le cose in generale.

Come dicevo, epifania!

Oh, ma mi piace la piega che sta prendendo questa revisione…

 

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E Si Riparte

keep-calm-and-start-revisingCi siamo. Oggi comincio la revisione. Il mese è passato, e ormai il paio d’occhi nuovi dovrebbe essere cresciuto.

Sono stata bravina – nel senso che per un mese non ho sfiorato la prima stesura nemmeno con l’orlo della veste. Non mi credevo capace di resistere tutto un mese, e invece sì.

Bravina e niente di più, perché mi ero riproposta di scrivere altro durante la pausa, e invece non ho fatto granché. Però in compenso ho collezionato idee. Non è il passatempo ideale, nelle circostanze, ma ho mezzo quaderno di appunti su due idee e mezzo completamente nuove e un paio di vecchie cose che tornano a farsi sentire… Not good. O meglio: ciò è bello in senso assoluto, ma rischia di essere un po’ d’impiccio al momento…  Ma – e questo è più incoraggiante, ho raccolto fecola per la seconda stesura.

Sì, fecola, you know. Quella specie di farina di patate che si usa per addensare le creme e i sughi. Ebbene, intendo fecola linguistica e descrittiva, e un paio di idee per la mia voce narrante. Idee che non mi dispiacciono affatto, if I say so myself.

E quindi oggi si comincia. L’intenzione è di cominciare raccogliendo appunti e annotazioni, facendo qualche piano e cominciando a rileggere la prima stesura. Vorrei anche rispolverare How To Revise Your Novel, il corso di Holly Lisle che avevo seguito qualche anno fa. Non tutto si adatta alle mie esigenze, ma ci sono parecchie idee e suggerimenti che ho trovato ottimi nel corso di altre revisioni. revise

E comunque è del tutto inutile che stia qui a strologarci su e a far piani sui piani che farò. Il fatto si è che mentre da un lato non vedo l’ora di ricominciare dall’altro sono un po’ in ansia. Ned mi è mancato nel corso di questo mese – e ciò è bello – ma iniziare la seconda stesura è… impegnativo. Il senso di galoppo e di vacanza della I stesura, la necessità di buttar giù la storia prima di tutto… tutto ciò è passato. Adesso è questione di tirare le fila, di dare una forma precisa, di definire i particolari, le voci, i posti, le vie, i SOMETHING che ho disseminato per strada. Per non parlare del finale… C’è un che di definitivo, nell’idea di una seconda stesura, e…

Oh well. Non c’è niente come cominciare, giusto?

E allora, al lavoro.

Seconda stesura.

Vi farò sapere.