
E così Shakespeare in Words a Poggio Rusco è andato bene.
Nonostante tutti i guai e gli intralci che abbiamo collezionato lungo la strada, non solo lo abbiamo fatto due volte in rapida successione – per le scuole e per il pubblico generale – ma lo abbiamo fatto nella nuova versione, completa di prologo con la pozza di sangue e lo Spirito del Bardo (che, dopo tutto, non ha lasciato accadere nulla di troppo brutto)…
Non avete idea del piacere di sentire centottanta giovani implumi delle scuole brusire un pochino e poi via via zittirsi, catturati interamente da quel che vedono e sentono… ah.
E ce ne sarebbero tante da raccontare, sulla preparazione di questa due-giorni poggese – ma lasciate che ve ne dica una soltanto. Una che… er.
Allora, il prologo nuovo. Il prologo nuovo si compone di due parti: prima un’altra cosa e poi un dialogo tra lo Spirito (disincarnato) del Bardo e il Coro. E questo dialogo, nella maniera in cui accadono queste cose, è stato aggiunto… non moltissimo tempo prima della rappresentazione. Allora la sera di cui vi parlo, immaginateci in una sala prove di fortuna mentre lo leggiamo per la prima volta, questo dialogo: la vostra affezionatissima nel ruolo del Coro e G. in quello dell’Invisibile Shakespeare. E c’è un punto in cui, per ottime e sensate ragioni, Shakespeare chiede notizie del Gran Turco in Turchia. Ma… 
“Tentato di abbattere il Grano Turco?” legge G., soprappensiero.
Attimo di sobbalzi generali e bizzarre immagini mentali, e…
“No, no, no,” dico io. “Non Grano Turco: Gran Turco!”
E si ricomincia.
“Tentato di abbattere il Gran Turco?”
Ed è qui che colgo gli sguardi perplessi. Molti sguardi perplessi e qualche risatina. Oh.
“Dite che sia pericoloso?” domando timidamente…
E la risata esplode.
“Moltissimo!” boccheggia uno dei musici nuovi. E ha ragione, perché Gran Turco suona esattamente come granturco, e dite la verità: se sentite gran turco – senza poter vedere le maiuscole – a che cosa pensate: al sovrano dell’Impero Ottomano ai tempi di Shakespeare, o al mais? E Abbattere il gran turco vi suggerisce immagini di colpo di stato a Istanbul o di mietitura mal fatta?
E mentre colgo tutto ciò e scoppio a ridere a mia volta,, mi si materializza in mente l’immagine di Ugo Foscolo e del suo Ajace Re de’ Salamini…
Quante volte mi sono chiesta come diamine avesse potuto, se non gli fosse venuto in mente o che altro… Yes well, apparentemente adesso lo so.
Però forse ho avuto più fortuna o più buon senso dell’Ugo nazionale, ed è andata a finire che lo Spirito del Bardo chiede notizie del Sultano, dopo tutto…
Salva
Salva
il suo nuovo computer – e lavora con furibonda frenesia al disegno luci di Shakespeare in Words. E lavora e impreca, e impreca e lavora. E a un tratto, con quella peculiare impressione di sentirsi osservati, la Clarina leva lo sguardo dallo schermo e…
Rieccomi, o Lettori…
– Il 26 di aprile, alla Biblioteca Teresiana, si è inaugurata la bellissima mostra 
– Con Hic Sunt Histriones porteremo Shakespeare in Words a Poggio Rusco (MN). Venerdì 19 maggio daremo una rappresentazione per le scuole, e sabato 20, alle 21, una per il pubblico generale. Versione ampliata, by the way – e con nuovi esperimenti dal punto di vista musicale. Il che significa che siamo nel pieno delle prove, del fervore, delle variazioni dell’ultimo minuto, delle incertezze, dei tentativi… Alla fin fine, è sempre come il trapezio senza rete – ma altrimenti, dove sarebbe il gusto di farlo? 




Oh, catastrofe(tta) domestica…!

C. – Oh heavens above… è tutto spam!

