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Rivoluzioni (Teatrali) a Venezia

Che cosa succedeva sulle tavole dei palcoscenici londinesi – cosa cambiava e come – l’abbiamo visto…

Adesso è il momento di chiederci: e in Italia?

Well, anche da noi ci sono una città che fa da perno al mutamento del teatro – nel XVIII secolo – e un uomo che crea il mutamento. Un rivoluzionario in particolare, l’altro eroe semieponimo di questa storia.

Oggi alle 16, Mario Zolin ci racconterà di Carlo Goldoni, del suo mondo veneziano, della sua vena, delle sue innovazioni e dei suoi personaggi.

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Saremo al 28 di Via Mazzini, a Mantova. Unitevi a noi, volete?

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Il Ritorno del Fantasma

Domani sera torna il Fantasma di Canterville…

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Ebbene sì: dopo il successo del breve giro di repliche la primavera scorsa,  ecco che Sir Simon con le sue catene, l’irreprimibile famiglia Otis e lo staff di Canterville Chase ritornano al D’Arco – in una versione riveduta e ampliata.

Perché, come diceva ieri sera alla prova generale la regista Maria Grazia Bettini, “qui tutto è un continuo work-in-progress”… Per cui, anche se avete già visto il Fantasma ad aprile, potreste voler tornare per scoprirne di più sulla Macchia di Canterville, sul metodo scientifico di Washington Otis, sul corteggiamento del Duca di Cheshire, sui gusti artistici di Mrs. Umney…

Sappiamo tutti, nevvero? che parte del fascino del teatro è proprio il modo in cui non esistono due recite uguali. Per quante volte si torni a vedere lo stesso spettacolo, sarà sempre un’esperienza diversa e irripetibile – grazie a quella corrente viva (e non sempre prevedibilissima) che crepita tra palco e platea. Per di più, questa volta ci sono novità e soprese…

E naturalmente c’è lo humour di Oscar Wilde, c’è la brillante regia di Grazia Bettini, ci sono i bravissimi attori della Campogalliani… che ne dite di venire – o tornare – a vederci?

Si debutta domani sera e si replica fino al 21 di gennaio – inclusa la sera di San Silvestro. Informazioni e prenotazioni qui (scorrete fino in fondo alla pagina) – o al numero 0376 325363, dal mercoledì al sabato tra le 17 e le 18.30.

Vi aspettiamo!

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Mito e Psiche: Ifigenia (e un bilancio…)

man_122_01Stasera si concludono i Lunedì 2017 – con qualcosa di diverso: il professor Alberto Cattini parlerà di mito e cinema, mostrando e commentando spezzoni dell’Ifigenia di Cacoyannis (nell’originale Greco, con sottotitoli in Inglese).

Quindi, in realtà, il ciclo Mito e Psiche propriamente detto è giunto a termine la settimana scorsa con Antigone – ed è di questo che parliamo oggi: un bilancio di un’esperienza nuova per i Lunedì. Ed è il momento delle confessioni: per dirla proprio tutta, benché questa formula nuova ci intrigasse, non eravamo certissimi della risposta. Le letture drammatizzate ovviamente sono il pilastro dei Lunedì – ma analisi e dibattito a seguire? Ci chiedevamo come potesse prenderla il pubblico che, d’abitudine, non parla volentieri… Se avete mai presentato un libro o tenuto una conferenza, odds are che conosciate quegli imbarazzantissimi momenti che seguono la conclusione: il “Ci sono domande?” di rito cade in un silenzio cavo ed echeggiante, voi guardate il pubblico e il pubblico guarda voi – e il moderatore, se c’è, annaspa, mormora qualcosa su quanto siete stati esaurienti, e poi si affretta a salutare e concludere. Ecco, non è che vada sempre così – anzi! Però succede. E se succede alle conferenze e alle presentazioni, quando si è a teatro potete elevare la possibilità che succeda a potenza indefinita.

E di questo la direttrice artistica aveva avvertito i membri di Freudiana Libera Associazione: non solo poteva succedere – ma non era affatto improbabile che succedesse, e tanto più per l’argomento: le tragedie greche non sono esattamente light and happy fare…

E invece?

Invece! Se siete stati anche a uno solo dei Lunedì in queste cinque settimane passate, avrete constatato che è andata diversamente: il caro, vecchio Teatrino sempre pieno come un uovo, un’attenzione rapita durante le letture, e poi, abilmente stimolato dagli amici di FLA, un dibattito fitto e vivace. Citerò, per tutti, la discussione sulle implicazioni di Antigone – psicanalitiche, sociali, storiche, giuridiche, etiche e filosofiche… una meraviglia!

E quindi possiamo dire che Mito e Psiche ha fatto centro, con la sua combinazione di grande teatro, temi senza tempo e invito a pensare. Di emozioni e di ragione. Di ascolto e di discussione. Credo che lo chiamerò un esperimento riuscito.

E per questo, grazie, o Pubblico. È stato magnifico vedervi così numerosi, entusiasti e partecipi; sentirvi sviscerare ciò che è ancora vero dopo venticinque secoli, e ci parla ancora direttamente… A noi è piaciuto davvero tanto – e speriamo che sia stato così anche per voi.

A questa sera per Ifigenia, allora – e ai prossimi Lunedì!

 

 

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Mito e Psiche: Antigone

AntTutto sommato non ci stupiamo troppo di scoprire che anche nel mito e nella tragedia ci sono figlie e figlie, vero?

Dopo Elettra vendicatrice (sia pure per interposta persona), ecco Antigone, martire della famiglia… e di qualcos’altro.

Povera Antigone, figlia e sorella di Edipo, prediletta di sua madre, se diamo retta a Giocasta  nell’Edipo Re. Ecco, proprio lì, in quel monologo di Giocasta, Eschilo ci lascia intravvedere una stagione serena per i reali di Tebe – quando ancora ignoravano chi e cosa fossero…

Poi tutto crolla, e Antigone, la figlia maggiore, è quella che accompagna nell’esilio Edipo maledetto e cieco. Lo assiste, lo guida, mendica per lui e cerca invano di riconciliare padre e figlio, quando Polinice viene a chiedere appoggio e se ne parte con una maledizione. Solo quando Edipo muore perdonato dagli dei, Antigone ritorna a casa – quella Tebe che un fratello difende e l’altro assedia… E alla tragica fine che si sa – i due fratelli uccisi a vicenda, l’uno onorato in morte, l’altro gettato in pasto ai corvi – Antigone si rivela qualcosa di più e qualcosa d’altro che la fanciulla obbediente e il sostegno di suo padre.

Antigone non solo sfida il decreto di Creonte – tecnicamente legale ma offensivo della pietà umana e familiare – e seppellisce simbolicamente il fratello, ma difende la giustizia della sua disobbedienza fino alle conseguenze più nere.

antigone_hidalgo_lopez_museumE quindi alla fin fine l’irriducible Antigone è una sorellina ideale dell’implacabile Elettra – sacerdotesse entrambe di quelle leggi antichissime del sangue che trascendono tanto gli editti umani quanto i cicli di vendetta degli dei. Solo che, mentre il destino di Elettra si ricompone quando gli dei trovano un equilibrio tra le rispettive offese, Antigone arriva ad incarnare il dilemma umanissimo tra legge e giustizia. Ciò che le leggi consentono è sempre giusto? E a chi va il primo dovere del governante come del suddito? Non è un caso che, in questa storia, il deus ex machina arrivi quando le conseguenze umane sono già passate oltre.

La mia teoria personale è che la tragedia classica ci mostri tante volte un antropocentrismo che sgomita nei confini della teologia – ma venite questa sera alle 21, al Teatrino D’Arco, a vedere il taglio che Mario Zolin dà a questa storia, e a sentire che ne tira fuori il dottor Luciano Negrisoli, di Freudiana Libera Associazione.

La raccomandazione consueta: l’ingresso è gratuito e non si prenota ma, i posti essendo pochini, arrivate per tempo!

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Mito e Psiche: Elettra

elettraStasera è la volta di Elettra – la figlia vendicatrice, sacerdotessa terribile delle conseguenze che gli Achei si portano a casa da Troia…

Il mito, Omero, i tragici… la Grecia sapeva bene che la guerra getta ombre lunghe sui vincitori non meno che sui vinti. E così Agamennone, portandosi a casa la povera Cassandra, sigilla la sua sorte, ad opera di Clitennestra furibonda e dell’amante di lei, il cugino Egisto.

Ma ormai lo sappiamo: c’è poco che passi invendicato in queste storie. Agamennone lascia un figlio – mandato lontano mentre Clitennestra ed Egisto si abituavano fin troppo bene all’assenza del re guerriero. Oreste è cresciuto lontano, ma a casa, vestita a lutto e incapace di dimenticare, c’è la figlia, Elettra.

Elettra “non fa nulla, non dice nulla, ma c’è”, presenza risentita e ostile. Non minaccia, pensano Egisto e Clitennestra: che minaccia può mai offrire una ragazza? Se pensano a lei è per maritarla al di sotto del suo rango, toglierle la possibilità di generare un vendicatore di sangue reale, e neutralizzare così il suo odio silenzioso. Perché in realtà madre e patrigno sentono la presenza di Elettra, e non li rende tranquilli.

Leighton_-_Electra_at_the_Tomb_of_AgamemnonQuel che non hanno considerato, è che le ragazze forse non impugnano la spada, ma possono avere memoria lunga, lunga pazienza, e potere di persuasione. E infatti sarà Elettra a infiammare e dirigere la vendetta di Oreste ritornato, come una musa oscura e fiammeggiante alle spalle del fratello e del cugino Pilade*…

Diego Fusari illustra questa tragedia – sangue a fiumi, le Erinni e più di un tocco di follia – attraverso il prisma di tre opere – tre Elettre: Sofocle, Euripide e il moderno Girardoux.

E dopo, come di consueto, gli amici di Freudiana Libera Associazione ci condurranno in una riflessione/conversazione sul destino antico dell’implacabile principessa antica e i riflessi che questa storia getta ancora attraverso i secoli.

L’ingresso è gratuito e s’inizia alle 21 – ma mi raccomando: arrivate in buon anticipo per essere certi di trovare posto a sedere!

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* Che poi Elettra sposerà. E sì, son tutti cugini, qui… Vedere l’albero genealogico disegnato dal dottor Romitti per credere.

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Mito e Psiche: Chorus!

ChorusCoro, stasera.

Quella gente che se ne sta a margine dell’azione – o nel mezzo. Che vede, osserva, commenta, chiede, racconta, inorridisce… O che sghignazza e provoca nella commedia (come le mie predilettissime Rane – brekekekex koàx koàx!) ma, di qualunque colore e predisposizione sia, fa da tramite tra noi spettatori e ciò che accade in scena – o, parlandosi di ciò di cui parliamo, fuori scena.

Coro tragico, stasera. Coro euripideo: le Troiane travolte dal sangue e dal fuoco in cui è crollato il loro mondo, in attesa che il loro lutto collettivo si sgrani in destini individuali di esilio e schiavitù – e, in qualche caso, altro sangue. Qui il coro non è un osservatore: può non aver combattuto, ma era nella città messa a ferro e fuoco, e ne è stato travolto nel meno fisico e più profondo dei modi. Questo coro di superstiti, di vedove, di madri orbate, di orfane e sorelle, è un’incarnazione del lutto universale. Ciò che la storia, la guerra e l’epica si lasciano dietro.

Meno mito, a ben vedere, e più umanità: fidiamoci di Euripide, per questo genere di cose…

attese2E a questo lamento postapocalittico, Mario Zolin accosta e contrappone la quiete sospesa de Il Marinaio di Pessoa.  Una veglia funebre, un sovrapporsi quieto di voci femminili, l’attesa piccola dell’alba e l’attesa indefinita che ha gli echi di un sogno – e, fuori, il mare per confine.

È un gioco raffinato di specchi e di scatole cinesi, di paure speculari, di attese di tutto e nulla, di passato distrutto e futuro indefinito… e tutto è vissuto in coro: da un lato il coro dolorosamente compatto dell’antico Euripide, fuso insieme come le figure di un fregio; dall’altro il coro sciolto del moderno Pessoa, come una manciata di candele accese in una stanza.

A sipario chiuso, poi, la dottoressa Valentina Melli e il dottor Luciano Negrisoli scaveranno con noi quei temi di coscienza e individualità che sono cambiati così tanto e così poco negli ultimi venticinque secoli o giù di lì.

Al solito – e davvero: venite presto, perché il Teatrino si riempie al volo!

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Mito e Psiche: Edipo

E dopo Medea, Edipo.

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Dopo una storia terribile di madri, è la volta di una storia di padri – e di figli. Non meno forte – ma molto diversa.

FireCi sono tragedie che si consumano in un giorno, e altre che invece bruciano lentamente attraverso i decenni e le generazioni. Storie di segreti lentamente rivelati, di menzogne che si scavano lentamente una via verso la luce, di crimini inconsapevoli, di ragione sopraffatta… e sopra tutto il destino e gli dei: può l’uomo sottrarsi, disobbedire, tracciarsi da sé una strada diversa?

Edipo e i suoi ci provano, cercano il modo di aggirare oracoli e maledizioni… Non finisce bene. Non poteva finir bene, una storia così, venticinque secoli orsono – quando gli dei erano vendicativi e il fato irrevocabile, e la ribellione umana prendeva il nome di hybris, combinazione di orgoglio, tracotanza e disobbedienza originaria. Curse

E la prima colpa non è nemmeno quella di Edipo, a ben pensarci. Edipo nasce già maledetto, a causa delle intemperanze di suo padre Laio – che prima si guadagna una maledizione che coinvolge la prole ipotetica, poi sfida gli dei in proposito e poi crede di uscirne con un altro delitto… Avete presente Stevenson, e le storie che iniziano a finir male dalla prima pagina? Ebbene, Edipo inizia a finir male prim’ancora di cominciare – e poi peggiora: parricidio, incesto, fratricidio, stupro, infanticidio, blasfemia, disobbedienza, ribellione… Non c’è legge umana, divina o morale che Edipo e famiglia non infrangano…

Untitled 5Questo mito crudele non poteva sfuggire all’attenzione dei tragediografi, vi pare? E infatti ne scrissero tutti. Eschilo, Sofocle ed Euripide dedicarono una trilogia ciascuno al cosiddetto Ciclo Tebano – solo che non tutto è rimasto. E di quel che abbiamo, ho scelto di fare un collage, una sorta di caleidoscopio tragico, prendendo dall’Edipo Re e dall’Edipo a Colono di Sofocle, dai Sette Contro Tebe di Eschilo, dalle Fenicie di Euripide, da quel che si sa delle tragedie perdute… Il risultato è un succedersi di maledizioni e colpe, orgoglio sfrenato, inganni e vendette e conflitti generazionali che non inizia né finisce con Edipo. La stessa vena di orgoglio, violenza, superbia e irriducibile caparbietà si riconosce in Laio, Edipo e Polinice – ereditata col sangue di padre in figlio, in una simbolica genealogia di ferocia che si snoda sotto gli occhi inorriditi del coro.

A dar vita e voce a tutto ciò saranno Diego Fusari, Nicholas Ghion, Alessandra Mattioli, Loredana Sartorello e Adolfo Vaini, con le musiche originali di Nicola Martinelli e le luci di Giorgio Codognola. E dopo la lettura, il dottor Alberto Romitti, di Freudiana Libera Associazione, analizzerà quei tormenti, impulsi e paure che, da quest’antichissima saga familiare, sono giunti a noi attraverso i millenni.

Che ne dite, vi aspettiamo questa sera al Teatrino? La serata inizia alle 21 – ma vi consiglio vivamente di arrivare per tempo, perché i posti non sono tantissimi e si riempiono presto. L’ingresso è gratuito senza prenotazione.

A stasera – a caccia di quelle cose che non cambiano troppo attraverso i secoli…

 

 

il Palcoscenico di Carta · teatro

E Stavolta, Pirandello

LocSmallMaggio torna e il PdC rimena…

Yes, well – I know, ma non mi sono trattenuta. E comunque è del tutto vero: torna il Palcoscenico di Carta, e questa volta festeggiamo il centocinquantesimo anniversario della nascita di Luigi Pirandello.

Dal 2 al 16 maggio, alla libreria IBS+Libraccio di Via Verdi a Mantova, leggeremo I Giganti della Montagna, dramma incompiuto a cavallo tra fiaba e teatro nel teatro…

Per il PdC è un altro esperimento: per la prima volta ci avventuriamo  fuori dal repertorio elisabettiano – come d’altra parte ci eravamo sempre ripromessi di fare. Una volta di più, ci saranno gli attori dell’Accademia Campogalliani e quelli di Hic Sunt Histriones, e un’abbondanza di parti, grandi e piccole, per chiunque voglia lanciarsi e leggere con noi.15193449_1104584129658135_891963327258587953_n

Perché questa è l’idea del PdC: leggere teatro ad alta voce, in gruppo, sperimentando in modo diverso testi che non si vedono tutti i giorni…

Volete provare? E allora iscrivetevi usando il form che trovate a questo link. Vi assegneremo una parte e vi manderemo il testo. Se invece volte ascoltare (e magari decidere di provare la prossima volta, perché le parti vengono riassegnate a ogni lettura), dovete solo raggiungerci in libreria – martedì 2, 9 e 16 maggio, appena prima delle 18.

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Fantasmi e Spiriti

E ci siamo: venerdì 7 aprile debutta al Teatrino d’Arco il nuovo Fantasma di Canterville dell’Accademia Campogalliani*.

Il Fantasma Tormentato che si aggira per l’Antica Magione nella Campagna Inglese è un classico tra i classici, giusto? Ma che succede quando lo spettro, con le sue catene rugginose e macchie di sangue, si scontra con l’indomito (e più che un pochino stolido) positivismo americano?

Venite a scoprire che cosa ne pensa Oscar Wilde – adattato e tradotto per le scene dalla vostra affezionatissima:

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Le date sono il 7, 8, 9, 21, 22 e 23 di aprile – un breve giro di repliche – ma Sir Simon, l’irrepressibile famiglia Otis e lo staff molto gotico di Canterville Chase torneranno quest’estate al Parco delle Bertone e poi di nuovo nella stagione 2017-2018.

Prenotazioni dal mercoledì al sabato, tra le 17 e le 18.30, al numero 0376 325363, oppure via mail all’indirizzo biglietteria@teatro-campogallian.it.

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IMG-20170318-WA0001Oh – e per restare in tema di spiriti, questa sera c’è Inchiostro & Vino.

“I popoli del Mediterraneo cominciarono a uscire dalla barbarie con la coltivazione dell’ulivo e della vite,” diceva Tucidide – e diceva molto sul serio. Basta vedere quanto e come scrive di vino Omero. E basta pensare che Roma consumava 180 milioni di litri di vino l’anno – senza contare gli schiavi…

Ne parliamo questa sera all’Enoteca di Porto Catena.

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* Cui, tra l’altro, vanno i complimenti per il recentissimo Premio Maschera d’Oro a Vicenza…

il Palcoscenico di Carta · Shakespeare Year

Il PdC: considerazioni a sipario chiuso

pogany_labour3-417E allora, com’è andato il Palcoscenico di Carta?

Benissimo, if you ask me – sotto tutti gli aspetti.

La nuova casa, la Libreria Ibs+Libraccio ci ha accolti con entusiasmo e disponibilità. Confesso di avere avuto qualche patema preliminare, perché eravamo in uno spazio aperto nel bel mezzo del passaggio generale – ma sbagliavo: come mi si rassicurava dall’Isoletta, questa si è rivelata un’ottima cosa, e più di una persona di passaggio si è fermata per curiosità. Credo anche che, tra un episodio e l’altro, abbiamo acquisito così almeno due ascoltatori.

E un altro patema infondato riguardava i lettori: a qualche giorno dal primo incontro sembrava che 15241245_1104583899658158_8267561275462816382_nnon dovessimo averne a sufficienza – e invece presto ci siamo ritrovati con un’abbondanza di entusiasti. Persino questo martedì, quando influenza e prove improcrastinabili hanno aperto vaste lacune nelle nostre file, abbiamo coperto tutto quanto con soddisfazione generale. Anche i coraggiosi che si sono buttati senza preavviso hanno avuto l’aria di divertirsi molto – e bisogna che lo dica: persino la mia non, non, non teatrale mamma ha letto, e non tenta nemmeno di negare che le sia piaciuto.

15202719_1097885743661307_5937925147939833596_nA proposito di prove, vorrei davvero ringraziare gli attori dell’Accademia Campogalliani, che hanno trovato il tempo per partecipare nonostante stagione e settantesimo in pieno corso, e gli Histriones (Hic Sunt), che si sono fatti, martedì dopo martedì, tutta la strada da Ostiglia per venire a leggere con noi.

E veniamo a Shakespeare himself. Pene d’Amor Perdute è una commedia deliziosa, con un sacco di battibecchi amorosi, parodie, giochi linguistici – e un finale… bizzarro. Gaia, pungente e spassosa, si è rivelata davvero una buona scelta – tanto che… ma no, non diciamo nulla. È ancora tutto talmente in grembo agli dei, che non mi azzardo. Però mettiamola così: se in futuro doveste sentir parlare ancora di Pene d’Amor Perdute, non stupitevi troppissimo, d’accordo? Pollock's 4

In generale, credo che abbiamo trovato la nostra formula: la suddivisione in tre parti a cadenza settimanale, la redistribuzione delle parti di volta in volta… Temo che l’orario tardo-pomeridiano precluda la possibilità di partecipare a una certa quantità di gente – ma, alas, dopo cena non potremmo avere la libreria. Però, così com’è, funziona decisamente. O così parrebbe, a giudicare dall’entusiasmo con cui i paperstagers hanno chiesto lumi sulla prossima lettura…

Quindi sì: siamo soddisfatti su tutta la linea, abbiamo celebrato debitamente ‘anno shakespeariano e il Palcoscenico di Carta tornerà in primavera. Ancora non sappiamo cosa si leggerà. Idee? Desiderata? Suggerimenti?

Oh – e le fotografie si trovano qui.

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